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mercoledì 27 maggio 2009

The Matrix Reinstated

Debbo alla "Palestra di Satira" organizzata da Daniele Luttazzi sul suo blog la battuta più bella che ho sentito oggi. Porta la firma di Daniele Vitale: 

Il tribunale di Roma dà ragione a Mentana: "Deve tornare a condurre Matrix. E' lui l'eletto." 


martedì 3 febbraio 2009

Checco Zalone aveva raggione...

L'immenso Checco Zalone, il cui album Se non avrei fatto il cantande... è al giorno d'oggi (cioè al giorno di Amici di Marìo De Filippi, X-Factor e compagnia cantante) imprescindibile, ha davvero raggione. Raggione d'esistere, s'intende, e di dire quello che dice. Se solo Marco Marfè non aveva fatto il cantande...



venerdì 30 gennaio 2009

Il figo coi denti

Di Mino Reitano ricordo i denti: sbilenchi, incrostati di coralli autunnali, affastellati. Poi, tutto d'un tratto, bianchi e armoniosi gusci di perla allineati a mo' di colonne palladiane. Un lampo di luce virginale nel buio Sanremo del 2002. Quando un giornalista, a Domenica In, chiede a Reitano ciò che tutta l'Italia vorrebbe chiedere ("Parliamo dei tuoi denti...") la sempre appropriata Mara Venier, in imbarazzo chissà poi perché, uccella il corrispondente che viene invitato ad uscire dall'Ariston, mentre la folla di reitaniani presente in platea lo incoraggia ad andarsene con dolci improperi. Era l'unica domanda che avesse senso in quel contesto, un tentativo di svelare un'arcana verità. Ma ciò che era palese a tutti (Reitano s'era messo la dentiera*) non poteva esser detto per una forma estrema di pudore autocensorio. Era l'Italia, ed è ancora così. 

* = anche David Bowie, al pari di Reitano, ha sostituito la sua dentatura affollata con una protesi. Reitano avrebbe potuto cogliere la palla al balzo, ed aggiornare la sua ormai tipica e topica affermazione: "In Germania ho suonato con i Beatles, e vado dallo stesso dentista del Duca Bianco". 

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Lite sui denti di Reitano

Pubblico in subbuglio a «Domenica in», quando un giornalista ha alluso alla presunta dentiera di Mino Reitano: la platea dell' Ariston è insorta impedendogli di finire la domanda. A questo punto è intervenuto anche il cantante: «Ho fatto solo la pulizia dei denti, che fa anche bene alla salute». E Mara Venier ha preso le sue difese, rivolgendosi al giornalista: «Farebbe bene anche a te...». Anche dopo l' uscita di Reitano, dal pubblico si sono levate grida rivolte al giornalista: «Fuori, fuori!». Dopo «Novantesimo minuto», la tribuna stampa era vuota.

(11 marzo 2002) - Corriere della Sera

domenica 25 gennaio 2009

Crociati Doppiatori

Sentito l'altra sera in TV. 
Il doppiaggio italiano di Desperate Housewives (puntata 4x16) trasforma i CORINTI, destinatari di una delle Lettere che compongono il Nuovo Testamento, in COREANI. La Lettera ai Coreani. Non sapevo che il Cristianesimo delle origini si fosse spinto così in là... Alla conquista dell'Est!

venerdì 2 gennaio 2009

La sciura Alda

Se il buongiorno si vede dal mattino, questo 2009 è iniziato così così. Ciascuno, nei primi giorni del nuovo anno, sceglie un'immagine o un fatto o un personaggio che crede ne saranno l'emblema. Personalmente, sono stato "traghettato" nel 2009 da Carlo Conti, primo emblema sul quale non mi sbilancio perchè l'ha già fatto per me Aldo Grasso in questo articolo. Il secondo emblema si chiama Alda, una signora di Milano protagonista della puntata odierna de "L'eredità" (sempre del ragionier Conti... sarà un caso?). La signora Alda è arrivata in finale, cioè al gioco della ghigliottina, compiendo un percorso decisamente singolare: non ha azzeccato una risposta che fosse una, si è dimostrata imbarazzantemente ignorante in qualsiasi materia ma alla fine, per via del perverso (io direi idiota) meccanismo del gioco (i cui autori, inetti ed irresponsabili, o coniano domande dementi o le copiano al Milionario) è arrivata alla manche conclusiva in cui ha rischiato di vincere 30.000 euro (non li ha vinti, grazie a Dio). La vicenda della signora Alda simboleggia tutto ciò che l'Italia è stata negli ultimi anni e che, ahimé, credo sarà ancora nel corso del 2009: non contano le competenze, la professionalità, i meriti, ma piuttosto la fortuna, la raccomandazione e magari qualche "spintarella" fornita all'occasione da un sistema che, hopelessly, funziona così. L'exemplum è chiaro: guidato da un bonaccione saccente e incompetente (Conti), un(')ignorante qualunque (Alda) può arrivare in cima ed entrare in possesso di grandi somme a scapito di rivali più preparati (gli altri concorrenti, eliminati in una lotta per la sopravvivenza). Funzionano così la scuola, l'università, l'impresa, l'industria, la politica (si veda, come altro esempio, il "caso" Luca Luciani, giunto ai vertici di Telecom a colpi di strafalcioni)... Questa è l'Italia, questi i giochi nei quali si specchia. Ciascun popolo ha i quiz che si merita. 

martedì 9 dicembre 2008

On those trays - Uno, dos, tres

Proprio ieri ho concluso la visione di Fawlty Towers, sit-com creata da John Cleese e Connie Booth, ambientata nello scalcinato hotel che le dà il titolo - hotel diretto da Basil Fawlty (Cleese) e dalla moglie Sybil (Prunella Scales, magnifica), coadiuvati dalla maiden Polly (Booth) e dal cameriere Manuel (Andrew Sachs, esilarante). Due serie, solo otto episodi, ma in grado di lasciare un segno indelebile nella storia della televisione inglese (il British Film Institute ha eletto Fawlty Towers la migliore serie TV britannica di sempre): battute fulminanti, trame demenziali, una spirale di equivoci che non lascia scampo, tempi comici perfetti, recitazione coerentemente sopra le righe. L'incalzante seconda serie (1979, la prima era del 1975) godeva della regia, dinamica e attentissima, di Bob Spiers, che ci ha lasciati oggi. 

La clip che segue non è opera sua, e non si vede nemmeno tanto bene, ma è il primo minuto e mezzo del primissimo episodio di Fawlty Towers - novanta secondi che fissano uno standard di comicità che gli episodi successivi non faranno altro che superare. 
Ora che i DVD sono in liquidazione per lasciar spazio ai Blu-Ray, consiglio a tutti di acquistare il cofanetto con gli otto episodi ed una sfilza interessante di extra. 


venerdì 21 novembre 2008

Ora scrivi "Bocciato"

Sarà deformazione professionale, ma non sopporto coloro che, pensando di conoscere bene l'Inglese, traducono a vanvera. Generalmente si tratta di persone ben pagate, che lavorano nel cinema o nella pubblicità e che sono impossibili da rintracciare (loro, o i loro datori di lavoro) per far loro notare gli errori commessi.
Ne cito tre, sentiti di recente:

1. Rivedendo il film The Queen, ho avuto conferma di una cosa che mi "pareva" di aver sentito in sala: quando Blair, in polo e calzoni corti, deve cambiarsi per annunciare in conferenza stampa la morte di Lady Diana, chiede, secondo il doppiaggio italiano, "una cravatta nera". Ma ve lo vedete il Primo Ministro britannico andare in televisione con la polo bianca e sopra una cravatta? Evidentemente, Blair chiede un "black tie", che tradotto parola per parola significa appunto "cravatta nera", ma che preso tutto assieme vuol dire "abito scuro". Questa cosa me l'ha insegnata la mia maestra di inglese alle elementari, e ribadita la prof. al liceo. Un saluto a Paola Benvenuto e Chiara Salerno. 

2. I sottotitoli del film The Wrestler proiettati a Venezia presentavano una orripilante castroneria in un dialogo apparentemente semplice. Domanda: "How are you doing?" (Come va?). Risposta: "Hung and horny", tradotto con: "Appeso e eccitato". Ora, è vero che hung vuol dire appeso se lo prendiamo come participio passato del verbo to hang, ma come aggettivo, in questo caso, ha il significato di ben dotato (sessualmente parlando). Il significato letterale della frase è dunque: "Sono ben dotato ed arrapato", ossia in un gergo un po' più slang: "Ce l'ho grosso e duro". Speriamo che nel redigere i dialoghi per il doppiaggio italiano, l'errore sia stato corretto. Comunque, bastava aprire il vocabolario, e non fermarsi alla prima definizione. Ma le parolacce e le espressioni volgari non sono tradizionalmente la prima cosa che si impara di una lingua straniera?

3. Lo spot di un videogame presenta un altro sottotitolo da far rivoltare il Grillo Parlante Clementoni nella tomba. Un untuoso wrestler si dichiara sempre insoddisfatto degli avversari che si ritrova a fianco fino a quando, all'apparire di una biondona con più pettorali di lui, esclama: "Ok, we're good!", tradotto con "Siamo forti!". NO: il wrestler vuol dire che la figona è di suo gradimento, e la frase che pronuncia significa "Va bene così!". Se non c'è sul vocabolario, basta un qualsiasi manuale di conversazione, o una telefonata ad un amico anglofono per risolvere il problema. Anche in questo caso: chi possiamo contattare per segnalare l'errore che va in onda tutti i giorni su tutte le reti? Nessuno. E l'ignoranza regna sovrana. 

mercoledì 19 novembre 2008

Ma i più grandi sono sempre loro...

"Il senso della vita" torna su YouTube
Inaugurato il canale ufficiale dei Monty Python, il gruppo di comici inglesi che fecero scuola negli anni Settanta e Ottanta

GRAN BRETAGNA – Irriverenti, visionari e di gran classe. Sono i Monty Python, il gruppo comico inglese che ha fatto scuola negli anni Settanta, portando avanti un'idea nuova di umorismo, spesso incentrata su un'acuta satira politica e culturale. Orfani di Graham Chapman (scomparso alla fine degli anni Ottanta), oggi i cinque Pythons John Cleese, Eric Idle, Terry Gilliam, Terry Jones e Michael Palin tornano sotto i riflettori. Ma questa volta non si tratta di cinema, di televisione e neppure di teatro, perché il nuovo palco è quello del web. I Monty Python portano oggi i propri lavori online, inaugurando il canale ufficiale su YouTube.

LA PRESENTAZIONE – Ad accogliere i fan e gli utenti occasionali, campeggia in bella vista un breve video girato per l'occasione, due minuti e mezzo in cui vengono spiegati motivazioni e finalità dell'iniziativa. «Per tre anni voi che usate questa piattaforma ci avete derubato, prendendo decine di migliaia di nostri video e mettendoli qui su YouTube. Sappiamo chi siete, dove vivete e avremmo potuto perseguitarvi in modi tanto orribili da non poter essere descritti a parole»: una minaccia tanto esplicita quanto ironica, in pieno stile Monty Python, e infatti la presentazione continua, «ma dato che siamo dei tipi straordinariamente gentili, abbiamo trovato un modo migliore per rivalerci. È giunto per noi il tempo di prendere in mano il nostro destino: per questo abbiamo lanciato il nostro canale ufficiale su YouTube».

IERI E OGGI – In questi primi giorni di avvio, sono già state caricate 20 clip tratte dai lavori più celebri del gruppo inglese. Spazio dunque ai più celebri sketch di «Flying Circus», il programma televisivo trasmesso dalla Bbc che li ha lanciati nei primi anni Settanta, ma anche ai frammenti dei celebri film che li hanno resi famosi anche al di qua della Manica, come «Brian di Nazareth», «Monty Python e il sacro Graal» e il pluripremiato «Il senso della vita». E non mancano neppure le celebri canzoni composte per le colonne sonore dei lungometraggi, come «Every sperm is sacred» (da «Il senso della vita») e «Always look on the bright side of life» (da «Brian di Nazareth»). Inoltre, interviste e video inediti mostrano il volto più recente dei Monty Python che, seppur solcato dalle rughe, non perde quell'aria sorniona ma sagace.

DIETRO LA MASCHERA – I video sono solo in lingua originale e pubblicati in alta qualità, migliore rispetto a quelli non ufficiali e sono accessibili, ovviamente, in modo gratuito. «Come? Non lo sapevo! Non era negli accordi!», si stupiscono gli attori nel video di presentazione che li ritrae al giorno d'oggi, ormai distinti sessantenni. Ovviamente si tratta solo di uno sketch, un espediente per mostrare i meccanismi economici che stanno alla base degli accordi tra produttori e distributori. I clic sui link ufficiali e il ritorno economico dalle vendite di Dvd e materiale sponsorizzato sono già un guadagno per i Monthy Python che, ancora una volta, svelano i retroscena con arguzia e umorismo inglese.

Marina Rossi
19 novembre 2008
ilCorriere.it

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martedì 18 novembre 2008

Yes, Prime Minister!



Yes Minister è una serie televisiva britannica andata in onda sulla BBC a partire dal 1980, per tre stagioni ed un totale di 22 episodi. 

Yes Prime Minister, da cui è tratto il video qui sopra, è il "seguito" di Yes Minster, ed è stata trasmessa a partire dal 1986, in due stagioni per un totale di 16 episodi.

Yes Minister e Yes Prime Minister, che tradizionalmente si citano sempre assieme, si sono piazzati al nono posto nella classifica dei migliori show televisivi britannici stilata dal British Film Institute. Ecco il sito che raccoglie tutto lo scibile sulla serie. 

E questa è una rarissima chicca che vede Margareth Thatcher (bersaglio indiretto dell'intera serie) prestarsi al gioco e recitare uno sketch (da lei scritto!) assieme agli attori. 

Il box contenente tutti gli episodi in 7 DVD si può trovare qui. L'edizione BBC regione 2 è la più economica, ma la migliore (e contenente qualche extra interessante) è l'edizione americana della Warner, che si può trovare qui. E' però più dispendiosa, regione 1 e NTSC (e, pare, senza sottotitoli).

giovedì 30 ottobre 2008

L'uomo che calcia sulla terra

Visto ieri sera in TV.

Due giovini tifosi si avvicinano al loro calciatore preferito, che evidentemente li attende perché saluta uno di loro dicendo: "Ciao! Tu sei Marco o Paolo?". 
E il ragazzo: "Marco!"
E il calciatore all'altro: "E tu come ti chiami?"

O_o

martedì 28 ottobre 2008

L'Eco delle parole sante...

Parole sante, quelle di Aldo Grasso che vi incollo qui di seguito qualora questo link non funzionasse.
L'intervista di cui parla Grasso, con Umberto Eco "protagonista" e andata in onda su "Controluce" di TSI 1, si può scaricare da qui. 



La nostra tv si fonda sul sadismo
Ricetta per sconfiggerlo: portare gli spettacoli di seconda serata in prima, anche correndo il rischio della noia
(da Corriere.it, 28/10/2008)

Domenica, verso le 19.20, mentre Pippo Baudo come e più di un commesso viaggiatore tentava di piazzare l'ultimo film dell'ultima figlia di Tognazzi (ma le colpe dei figli ricadono sul padre?), sulla prima rete della tv svizzera, Michele Fazioli intervistava Umberto Eco (Controluce, TSI1). L'occasione era l'assegnazione del Premio Manzoni, a Lecco. Eco naturalmente ha parlato di Manzoni (l'analista di linguaggi, il regista cinematografico ante litteram, lo psicologo sociale...), di tecniche narrative, di ipotiposi (figura retorica che consiste nel rappresentare una scena con la parola ma in modo così vivido da offrirne l'immagine visiva), del triangolo più o meno amoroso che si instaura tra autore, testo e lettore, di Proust e del suo amore per le canzonette, di tante altre cose. Coi baffi e senza barba, Eco sembra un'altra persona, così il suo interlocutore ha osato ancora stuzzicarlo sulla famosa fenomenologia di Mike Bongiorno.
Eco se l'è cavata con quella che dovrebbe essere la premessa di ogni critica tv: si parla del personaggio non della persona. Ma poi non ha resistito ad alcune considerazioni sulla nostra tv, il cui modello dominante sarebbe La corrida. Il dilettante allo sbaraglio (e per esteso il non famoso, lo sconosciuto che accede alla ribalta, l'anonimo mediocre...) e le peripezie dell'inferiore mettono a nudo il nostro sadismo. La nostra tv si fonda sul sadismo. Per sconfiggere il quale basterebbe una piccola inversione in stile Bbc: portare gli spettacoli di seconda serata in prima, anche a rischio di noia. L'intervista è stata molto interessante anche perché Eco non aveva alcun libro da promuovere. Per questo, come corollario all'avanzamento della seconda serata, vorrei proporre una moratoria: per almeno sei mesi, a tutti gli ospiti che vanno in tv è fatto divieto di promuovere una loro opera, di qualsiasi genere. Senza promozioni, la Vanna Marchi che alberga in tanti presentatori verrebbe infine umiliata.

Aldo Grasso
28 ottobre 2008

sabato 25 ottobre 2008

6 x 1 = 0

La sempre cara e molto amata (anche se solo a distanza) Giulia Salmaso ha annunciato che la sua trasmissione televisiva "6x1 - Il magazine che fa cultura" non è entrata a far parte dei nuovi palinsesti dell'emittente padovana TeleChiara. Un vero peccato. Per ricordare "6x1" e ringraziare Giulia, vi allego un estratto da una vecchia puntata. Una a caso...


mercoledì 22 ottobre 2008

Ciemme sul Gazzettino


Il Gazzettino, edizione nazionale, venerdì 10 Ottobre 2008.

sabato 9 agosto 2008

E' uscito Ciemme 157-158


E' uscito il numero doppio di "Ciemme" (157-158) contenente gli atti del convegno dedicato alle serie TV tenutosi a Mestre in Aprile. Il volume sarà presentato martedì 2 settembre presso il Casinò del Lido di Venezia nel corso della Mostra del Cinema.

I saggi pubblicati:
• Le opinioni di un agente di marketing, di Alessandro Tovani
• Non sparate sul pilota. Ovvero: le serie TV e la cerimonia della narrazione, di Marco Duse
• Ricomincio da X. Realtà e mito negli/degli “X-Files”, di Simona Ceccarelli
• Perdersi in “Lost”. Strategie seriali nello scenario televisivo del nuovo millennio, di Serena D’Urbano
• Citazioni dal reale e frammenti del reale. Eccesso della visione e arte contemporanea in “CSI: Crime Scene Investigation”, di Marta Martina
• La questione dell’autorialità televisiva e il caso Joss Whedon, di Eliose Liguoro
• I giorni più lunghi. Le prime stagioni di “24”, di Luca Bandirali e Enrico Terrone
• L’ingegnere nel suo labirinto. Messa in scena della scrittura in “Prison Break”, di Marco Duse
• “Friends”: l’ultima sit-com?, di Massimo Benvegnù
• “Six Feet Under”: una proposta di mondo, di Daniela Delle Foglie

E inoltre saggi sul festival "Cinéastes et Spiritualité", sull'ascoltatore cinematografico e su 12 di N. Mikhalkov.

"Ciemme" 157-158 costa 15 euro, trattabili per gli amici del blog e dei forum che hanno sostenuto e pubblicizzato l'iniziativa. Per informazioni e ordini: marcoduse@gmail.com

sabato 19 aprile 2008

Stagione Uno: il giorno più lungo

Potrei dettagliarvi su com'è andata la conferenza/convegno "Stagione Uno" dedicata alle serie TV (vedi post precedenti), ma non sarei imparziale. Lascio allora la parola a Midnighter, che era presente, ha resistito per tutta la durata del lunghissimo pomeriggio e l'ha raccontato agli amici di Telefilm Central che non hanno potuto essere presenti (cliccate qui).

Io mi ritaglio un piccolo spazio per ricordare i nomi dei relatori ed il titolo dei loro interventi:

Alessandro Tovani (moderatore, introduzione)
Massimo Benvegnù> Friends: l'ultima sit-com?
Serena D'Urbano> Perdersi in Lost
Roberto Pugliese> Michael Giacchino da Alias a Lost
Marta Martina> Citazioni dal reale e frammenti del reale: eccesso della visione e arte contemporanea in CSI: Crime Scene Investigation
Eloise Liguoro> La questione dell'autorialità televisiva e il caso Joss Wheadon
Luca Bandirali e Enrico Terrone> I giorni più lunghi: le prime sei stagioni di 24
Marco Duse> L'ingegnere nel suo labirinto: messa in scena della scrittura in Prison Break

Saluto Simona Ceccarelli, che non ha potuto presentare il suo brillante intervento dedicato a X-files per motivi di salute.

Ricordo che gli atti del convegno saranno pubblicati nel numero 157 della rivista Ciemme edita da Cinit - Cineforum Italiano (uscita prevista: giugno 2008). Per informazioni e per l'acquisto, rivolgersi a info@cinit.it

mercoledì 16 aprile 2008

Stagione Uno sul blog di Antonio Genna


Antonio Genna, aggiornatissima bocca della verità spalancata sul mondo della televisione, ha pubblicato il comunicato stampa della conferenza Stagione Uno sul suo blog. Mancano due giorni, e tutto è pronto. Vi aspetto al Candiani!

Venerdì 18 Aprile, ore 15.00
STAGIONE UNO
(Mini)serie TV a confronto: vertigini narrative da X-files a Lost
Centro Culturale Candiani, Mestre (VE)
ingresso libero e gratuito

Partecipano all’incontro:
Luca Bandirali, Massimo Benvegnù, Simona Ceccarelli
Serena D’Urbano, Marco Duse, Eloise Liguoro
Marta Martina, Roberto Pugliese, Enrico Terrone


Coordina: Alessandro Tovani

mercoledì 9 aprile 2008

Stagione Uno e Midnighter82


Midnighter82 ha segnalato sul suo blog la conferenza del 18 Aprile. Grazie! E grazie anche allo staff del forum Telefilm Central.

Stagione Uno su NonSoloCinema

NonSoloCinema ha pubblicato, nell'agenda degli appuntamenti, il comunicato stampa della conferenza "Stagione Uno". Auguri ai ragazzi di NSC per l'imminente nuova versione del sito!

sabato 5 aprile 2008

Stagione Uno in prima pagina!


Ringrazio la redazione di Colonne Sonore che ha postato in prima pagina (virtuale) il comunicato stampa relativo alla conferenza sulle serie TV "Stagione Uno".

ColonneSonore.net (homepage)

ColonneSonore.net (link diretto all'articolo)

lunedì 31 marzo 2008