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domenica 7 giugno 2009

Religulous Tori


"Whose God then is God?
They all want jurisdiction.
In the Book of Earth
Whose God spread fear?
Spread love?"

Tori Amos, Flavor
Album: Abnormally attracted to sin

domenica 1 marzo 2009

No Line on the Horizon


"Can you stand up to Beauty, dictator of the heart?"
U2, Stand Up Comedy

martedì 3 febbraio 2009

Checco Zalone aveva raggione...

L'immenso Checco Zalone, il cui album Se non avrei fatto il cantande... è al giorno d'oggi (cioè al giorno di Amici di Marìo De Filippi, X-Factor e compagnia cantante) imprescindibile, ha davvero raggione. Raggione d'esistere, s'intende, e di dire quello che dice. Se solo Marco Marfè non aveva fatto il cantande...



venerdì 30 gennaio 2009

Il figo coi denti

Di Mino Reitano ricordo i denti: sbilenchi, incrostati di coralli autunnali, affastellati. Poi, tutto d'un tratto, bianchi e armoniosi gusci di perla allineati a mo' di colonne palladiane. Un lampo di luce virginale nel buio Sanremo del 2002. Quando un giornalista, a Domenica In, chiede a Reitano ciò che tutta l'Italia vorrebbe chiedere ("Parliamo dei tuoi denti...") la sempre appropriata Mara Venier, in imbarazzo chissà poi perché, uccella il corrispondente che viene invitato ad uscire dall'Ariston, mentre la folla di reitaniani presente in platea lo incoraggia ad andarsene con dolci improperi. Era l'unica domanda che avesse senso in quel contesto, un tentativo di svelare un'arcana verità. Ma ciò che era palese a tutti (Reitano s'era messo la dentiera*) non poteva esser detto per una forma estrema di pudore autocensorio. Era l'Italia, ed è ancora così. 

* = anche David Bowie, al pari di Reitano, ha sostituito la sua dentatura affollata con una protesi. Reitano avrebbe potuto cogliere la palla al balzo, ed aggiornare la sua ormai tipica e topica affermazione: "In Germania ho suonato con i Beatles, e vado dallo stesso dentista del Duca Bianco". 

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Lite sui denti di Reitano

Pubblico in subbuglio a «Domenica in», quando un giornalista ha alluso alla presunta dentiera di Mino Reitano: la platea dell' Ariston è insorta impedendogli di finire la domanda. A questo punto è intervenuto anche il cantante: «Ho fatto solo la pulizia dei denti, che fa anche bene alla salute». E Mara Venier ha preso le sue difese, rivolgendosi al giornalista: «Farebbe bene anche a te...». Anche dopo l' uscita di Reitano, dal pubblico si sono levate grida rivolte al giornalista: «Fuori, fuori!». Dopo «Novantesimo minuto», la tribuna stampa era vuota.

(11 marzo 2002) - Corriere della Sera

sabato 3 gennaio 2009

Dal tuo viso io berrò le lacrime, e vivrò

E' morta nella notte Valentina Giovagnini, che nel 2002 partecipò a Sanremo con un brano di cristallina bellezza, Il passo silenzioso della neve. Valentina, che ho conosciuto solo telefonicamente per un'intervista radiofonica, aveva un talento vero e già maturo. Prima di progettare, scrivere e cantare studiava, approfondiva, si lasciava catturare dai suoni e dalle culture che più l'affascinavano (il periodo medievale in particolare, italiano ancor prima che celtico). Il suo album d'esordio, Creatura nuda, è sbalorditivo: una mescolanza di suoni antichi e moderni (strumenti d'epoca che dialogano con i sintetizzatori), testi ricercati e ricchi di rimandi alla letteratura e alla mitologia (Metamorfosi è un vero gioiello), la sua voce limpida, calda, dagli acuti taglienti, fermi e precisissimi. Disco stupendo, un perfetto biglietto da visita col quale affrontare un futuro sgargiante: ma siamo in Italia, e in Italia chi ha talento ma non ama svendersi non sfonda. A Creatura nuda segue un singolo (Non piango più, eccelso) e poi più nulla, se non la continua promessa di un ritorno immediato e subito procrastinato. A Novembre aveva annunciato in diretta TV (le fecero cantare, ahimé, Che sarà anziché uno dei suoi tanti pezzi ancora inediti) di essere al lavoro su un nuovo disco, in uscita nel 2009. Un incidente stradale se l'è portata via il 2 Gennaio 2009, a soli 28 anni.

domenica 23 novembre 2008

For your ears only

L'anno che sta per chiudersi è stato segnato da momenti musicali decisamente belli: i dischi che ho acquistato negli ultimi 12 mesi (ma non necessariamente usciti in questo periodo) hanno riempito me, il mio stereo e le mie orecchie di soddisfazioni. Eccoli, in ordine sparso (aggiornerò questo post periodicamente):

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ROISIN MURPHY
OVERPOWERED

Per tutti coloro che ancora credono che la musica dance sia un fenomeno commerciale dedicato ai ragazzotti che si impasticcano in discoteca... Quest'album dimostra l'esatto contrario: esistono house, funk ed elettronica intelligenti, ben arrangiati, cantati magnificamente, poderosi, energici e autoironici. E stanno tutti qui dentro.
I brani clou: You know me better, Let me know, Movie star, Primitive, Cry baby.

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SIOUXSIE
MANTARAY

A cinquant'anni, Siouxsie si reinventa con questo incommensurabile debutto solista, nel quale riversa, con grande maturità artistica, il suo passato (le tracce dei Banshees e dei Creatures sono evidenti) e lo supera galvanizzata da un'energia superiore: potente, romantico, dark, sarcastico, dolente, elettrizzante, Mantaray può fregiarsi di una amplissima gamma emozionale che, complice la voce di un Virgilio post-punk, conduce l'ascoltatore verso l'esperienza "totale".
I brani clou: Into a swan, Here comes that day, If it doesn't kill you, Drone zone, Heaven and alchemy. 

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PORTISHEAD
THIRD

Incontrare una persona dopo 10 anni dall'ultima volta che la si è vista significa, spesso, faticare a riconoscerla. A volte, significa non riconoscerla affatto, eppure scoprire che, sebbene diversa da come ce la ricordavamo, è comunque una bellissima persona. Third non racconta la metamorfosi dei Portishead, ma ne è il risultato finale, il precipitato: non c'è niente in questo disco che ricordi i "vecchi" Portishead, ed è meglio così. Dopo l'ineguagliabile esordio di Dummy, la band di Bristol aveva solo due opzioni: ripetersi o trasformarsi. Si è ripetuta con Portishead, e fu un mezzo disastro. Si è trasformata per Third, ed è un nuovo debutto. Perfido, tagliente, romantico, lunatico, perturbante. Conquista l'ascoltatore al decimo ascolto, trascinandolo nelle acque profonde di un oceano violento e disperato, trafitto da un raggio di sole. Qui lo dico, e non lo nego: è il loro disco migliore. Persino meglio di Dummy. Punto.
I brani clou: sarebbe corretto dire "tutti". Se proprio bisogna scegliere: Hunter, The rip, We carry on, Machine gun, Threads.

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EMILIANA TORRINI
ME AND ARMINI

Il suo "primo" disco (il primo a diffusione internazionale, ma un vero e proprio debutto sotto molti punti di vista), Love in the Time of Science, era un irresistibile concentrato di melodia e melassa elettronica, avvolgente, morbido ma guizzante, struggente nei versi e sorprendente nei suoni. Il disco successivo, Fisherman's Woman, rappresentò la svolta acustica: solo chitarra o poco più, melodie rarefatte cantate in punta di voce. D'autore sì, ma che palle. Questo nuovo Me and Armini mette assieme le cose migliori dei suoi predecessori: canzoni a tutto tondo pensate in "modalità" acustica e arrangiate con gusto elettronico, nel tentativo (quasi sempre riuscito) di far convivere chitarre ed archi con campionatori e drum machines. Lo si ama al primo ascolto, lo si canticchia già al secondo, al terzo diventa un must. Travolgente.
I brani clou: Fireheads, Birds, Ha Ha, Jungle Drum, Gun.

venerdì 31 ottobre 2008

Una classifica con la dieresi

Dopo la classifica dei dischi di Madonna compilata, insisto, seguendo i miei gusti personali, ecco quella dei dischi di Björk, limitata al solo podio (perché la medaglia di legno devo ancora decidere a quale album assegnarla).
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1. MEDULLA (2004)
Se ogni disco di Björk è un esperimento, Medulla è il più radicale perchè risale, appunto, alla radice, al midollo dell'esperienza musicale umana, ossia alla voce. Medulla è un disco compatto, magmatico, denso, ipnotico, a tratti violento ma sempre lucidissimo. Brani come Oceania, Where is the line?, Who is it, Pleasure is all mine, The triumph of a heart sono gemme pop avvolte da una corazza di puro genio compositivo, che si alternano ai brani più difficili, sperimentali, rarefatti, altrettanto belli, altrettanto definitivi. E poi, rispetto alla freddezza di alcuni episodi precedenti (Vespertine, Drawing Restraint 9), qui Björk "ce sta tutta ddentro": anima, corpo e voce.
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2. HOMOGENIC (1997)
Homogenic non è un disco, ma un progetto di verifica dell'interazione fra musica acustica e musica elettronica, con la voce di Björk (di incredibile limpidezza, dopo gli eccessi e i graffi di Post) a fare da collante. Interazione, si diceva, non amalgama: a volte prevalgono gli archi, come in Joga o in Bachelorette (una sorta di cavalcata epica, un tour de force compositivo, orchestrale e vocale), a volte drum machines e campionatori sembrano avere la meglio, come in Hunter (gelido teorema sul rapporto fra preda e cacciatore, inseparabile dal videoclip che l'accompagna) o in Pluto. E' una partita senza vincitori né vinti, ma nel suo svolgimento è conturbante.
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3. POST (1995)
Post non è un messaggio, in senso postale: è un superamento, in senso post-moderno. Nel suo secondo album solista, Björk affronta di petto tutto ciò che la musica può offrirle: la ballata che sfocia nella techno (non a caso, postmodernamente, Hyperballad), il jazz (It's oh so quiet), l'onda latinoamericana (I miss you), le claustrofobie sonore di Tricky (Enjoy) e l'elettronica dai confini indefinibili di Graham Massey (Army of me è quasi rock, The modern things e Isobel sembrano provenire dalla giungla). C'è tutto, forse c'è troppo: un disco di pura immodestia, ma almeno è immodestia dichiarata. E poi, forte del suo talento, Björk può permettersi davvero (di) tutto.

martedì 28 ottobre 2008

Madonna, che classifica!


Visto che in molti, da molte parti, me l'hanno chiesta, ecco una classifica tutta mia personale dei dischi di Madonna, con breve motivazione. 




1. BEDTIME STORIES (1994)
Fino al precedente "Erotica", ogni rivoluzione operata da Madonna è stata nel segno dell'immagine. Con "Bedtime Stories" ad evolversi è il suono: Madonna, ormai 36enne, si riscopre musicista e poetessa, si circonda di produttori "cult" e non "pop" (su tutti, Nellee Hooper) e sforna un disco che affonda le proprie radici nel soul, nell'hip-hop, nell'r'n'b, persino nel jazz. E l'unico brano di impronta dance ("Bedtime Story") è così rarefatto e raffinato da provocare rapimento estatico, anziché movimento erratico. Capolavoro.
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2. MUSIC (2000)
Qualche mese prima dell'uscita di "Music", viene pubblicato in Francia "Production", album di Mirwais che contiene, in anteprima, "Paradise Not For Me", in cui i sospiri di Madonna sono filtrati e vocoderati ad arte. Ascoltando l'album di Mirwais, già si possono intuire le future sonorità della Signora Ciccone: elettronica ruvida, suoni di retro-avanguardia, manipolazioni vocali, chitarre interrotte, sontuosi arrangiamenti d'archi. Tutto confluisce in "Music", che associa alla title-track quasi minimale il dispendio di mezzi e soluzioni di "Don't Tell Me", la house impazzita di "Impressive Instant" e uno dei migliori sforzi produttivi di William Orbit, "Amazing". Farraginoso, ma a tratti bellissimo.
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3. LIKE A PRAYER (1989)
In "Like a Prayer" c'è tutto: la maturità stilistica (più dei suoi collaboratori che di Madonna, forse, ma il risultato non cambia), la fascinazione latina, la trasgressione iconoclasta, la ballata avvolgente, una punta di dolore (straordinaria "Oh Father") ed una di rabbia ("Till Death Do Us Part") e alcune hit intramontabili ("Keep It Together", "Cherish" e "Express Yourself", che apre e chiude il "Girl Power" molto prima delle Spice) e un dimenticato, purtroppo, duetto con Prince, "Love Song". Da notare il brano "con messaggio all'incontrario" che chiude l'album, "Act of Contrition". Chiusura ideale, e superamento, del pop anni '80. Fondamentale. 
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4. RAY OF LIGHT (1998)
Intendiamoci: "Frozen" è un capolavoro, un brano inarrivabile, irripetibile. Ma ciò che delude in "Ray of light", e che mi costringe a rifilargli la medaglia di legno, è la produzione di William Orbit. Per il suo primo incontro faccia a faccia con l'elettronica, Madonna arruola l'eccelso produttore e musicista inglese, che da solo ha sfornato opere mirabolanti come "Strange Cargo" (specialmente il quarto capitolo), "Toward the Unknown Region" (firmato Torch Song) e, con Beth Orton, "SuperPinkyMandy". Ha realizzato alcuni dei più bei remix per Madonna, proiettando "Justify My Love", "Erotica" e "I'll Remember" (il mix più bello della sua carriera) in un'orbita siderale fatta di suoni ovattati o appiccicosi, frustate elettroniche, percussioni cangianti e travolgenti, arrangiamenti mozzafiato. Tutto questo in "Ray of Light" non c'è, perchè Orbit batte la fiacca e si adagia su facili soluzioni dance, progressioni informi ("Swim", che seduce seduce, ma non va da nessuna parte), canzoni che al terzo ascolto si rivelano canzoncine ("The Power of Goodbye", "Substitute For Love") e un'imbarazzante e pretestuoso brano in sanscrito ("Shanti/Ashtangi"). Per fortuna, ci sono le incalzanti "Skin", "Nothing Really Matters" e "Ray of Light" (una cover non-cover) a risollevare il tutto, e a permettere ad Orbit di scatenarsi come solo lui sa fare. Peccato. 
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venerdì 27 giugno 2008

Il Moro e il Quasi Biondo - Recensione


E' uscita su NonSoloCinema la mia recensione del bellissimo disco d'esordio de Il Moro e il Quasi Biondo, Questa è una parentesi: ) (Matteite / Venus).

Link alla recensione

Link a Il Moro e il Quasi Biondo

Link a Matteite

domenica 25 maggio 2008

Recording the mystery

Preganziol (TV), 15 Maggio 2008.

sabato 6 ottobre 2007

E' andata!

Questa sera, dopo un anno dalla loro creazione ideale e dopo due sole sessioni di prove, sono saliti sul palco i Carl Marc's e Compagni. L'esibizione, tenutasi presso il Patronato Sacro Cuore di Mestre (VE), ha messo in luce un repertorio alternativo in bilico fra il serio e il faceto. Le cinque canzoni cinque performate dalla band sono state, nell'ordine:

"Il tango delle capinere", di Nilla Pizzi
"Con una rosa", di Vinicio Capossela
"Càncara", di Lucio Bisutto
"Cin cin con gli occhiali", di Herbert Pagani
"Elogio alla scoresa", di Camillo Nalin (poeta veneziano vissuto a cavallo tra '700 e '800) e Carlo Cavalli, su melodia originale di Marco Duse e progetto dei Pentus (*).


I Carl Marc's e Compagni sono composti da:

Marco Duse (voce, ex membro degli StreetWalkers ed autore di questo blog)
Carlo Cavalli (tastiera, detto Il Maestro, membro della Polifonica "Benedetto Marcello")
Andrea Da Rin (chitarra, ex membro degli StreetWalkers, ha suonato con 5 corde)
Riccardo Sartorel (basso, ex membro degli StreetWalkers, membro della Don Ciccio Philarmonic Orchestra).

Ringraziamo Simone Scremin per averci fornito la tastiera e Mauro Pinton che ha mixato la serata.

Giusto per la cronaca, ecco in bassa qualità una ripresa amatoriale del concerto. Ringrazio l'operatore Christian Mietto (non badate alla sua mano malferma, nella vita fa il parrucchiere) e l'assistente Beatrice Favero, di cui potete apprezzare le smorfie e i commenti nel corso del filmato.

(*) Ne approfitto per salutare ed abbracciare i Pentus & Friends, ossia Andrea, Michele, Francesco, Marco, Mattia che si lanciarono in una prima esecuzione dell' "Elogio" nel febbraio 2006.

giovedì 4 ottobre 2007

mercoledì 19 settembre 2007

Ospitalità

La recensione di Music performed di ENRi è stata inclusa nel sito del musicista, che ringrazio personalmente.




Cheers!

sabato 18 agosto 2007

ENRiMUSiC.NET

La recensione di Music Performed di ENRi è stata pubblicata sul sito del musicista:


La pubblicazione è annunciata nella newsletter di ENRi del 18/08/2007 e nella sezione News del sito.

giovedì 16 agosto 2007

Absolute Garbage

Con un po' di ritardo, notifico la pubblicazione della recensione di Absolute Garbage all'indirizzo:

http://www.nonsolocinema.com/nsc_articolo.php3?id_article=7400

"In this dangerous world,
there's an art in growing old..."

martedì 31 luglio 2007

Salsa mudanda

Nel corso degli ultimi due anni, mi sono attivato nell'organizzazione di un concorso di cortometraggi, "Venice&Video" (presto un post a tal proposito), che invita i partecipanti ad indagare i lati meno conosciuti della città di Venezia. Noi Veneziani abbiamo un problema di "immagine" non trascurabile: di Venezia vediamo e lasciamo vedere solo la facciata cartolinesca, il prodotto da vendere, l'accalappiaturisti. Lo dimostrano le produzioni internazionali che annualmente vengono ambientate in laguna: da 007 a Resnais, da Casanova a Woody Allen, i set sono sempre quei tre: piazza San Marco, il ponte di Rialto e qualche veduta del Canal Grande, giusto per gradire. Come la Luna alla Terra, Venezia mostra sempre la stessa faccia a chi di Venezia poco o nulla sa. Qual è dunque l'altra faccia, "The dark side of the Lagoon"? La risposta sta forse nei cortometraggi visionati per le due edizioni del concorso, ma nessuno è riuscito a sintetizzare il problema-immagine contrapposto al problema-identità meglio dei Batisto Coco e del loro brano "Belzebù" inserito nel nuovo album "Acqua alta".

Il disco dei Batisto Coco è recensito qui:



Il loro sito ufficiale è:



E l'acquisto di "Acqua alta" (euri 5.90, almeno a Venezia) è obbligatorio.

martedì 24 luglio 2007

ENRi - Music Performed

Morosa al mare (a studiare), io da solo in città. Non un granché da vedere, se non un concerto al Village di Marghera. Non so di chi sia: un certo Enri, un tizio che si fa fotografare per la locandina assieme ad un organo Hammond. Qualche ricerca in internet (http://www.enrimusic.net/), qualche pre-ascolto su iTunes, e la tensione cresce. Concerto straordinario, merita l'acquisto del disco, e il disco merita una recensione, da me scritta e pubblicata su http://www.nonsolocinema.com/

Viaggio verso Jesolo qualche giorno dopo: Enri e il suo "Music performed" sono d'obbligo in macchina, ed il percorso in compagnia del Maestro Carlo Cavalli si fa ancora più stimolante.

Passano i giorni, e lo stesso Enri si fa sentire, con una diretta risposta alla mia recensione:
"Salve Marco,grazie per la recensione, la inserirò sul mio sito prossimamente assieme ad altre recensioni. Il sito "nonsolocinema" fra l'altro è interessante e mi fa piacere che ci sia una recensione del mio disco così dettagliata e precisa come lei ha saputo fare.. quindi nel ringraziarla ancora le porgo i miei cordiali saluti. ENRi"

Wow.

La recensione si trova all'indirizzo: