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lunedì 20 aprile 2009

Australia su Ciemme

Uscirà sul numero 160 di "Ciemme" la mia recensione del film Australia di Baz Luhrmann, intitolata "Benvenuti nel deserto del fittizio".
"Ciemme 160" sarà disponibile a Maggio e conterrà inoltre saggi e studi sul Neorealismo, sui tagli di censura a L'oro di Napoli, su Yukio Mishima, sul film russo Paper Soldier, nonché un soggetto cinematografico inedito di Alberto Moravia dedicato alla figura di Silvio Pellico.

La rivista sarà disponibile nelle librerie Feltrinelli e/o potrà essere richiesta direttamente alla segreteria di Cinit - Cineforum Italiano (info@cinit.it) o rispondendo a questo post.

sabato 9 agosto 2008

E' uscito Ciemme 157-158


E' uscito il numero doppio di "Ciemme" (157-158) contenente gli atti del convegno dedicato alle serie TV tenutosi a Mestre in Aprile. Il volume sarà presentato martedì 2 settembre presso il Casinò del Lido di Venezia nel corso della Mostra del Cinema.

I saggi pubblicati:
• Le opinioni di un agente di marketing, di Alessandro Tovani
• Non sparate sul pilota. Ovvero: le serie TV e la cerimonia della narrazione, di Marco Duse
• Ricomincio da X. Realtà e mito negli/degli “X-Files”, di Simona Ceccarelli
• Perdersi in “Lost”. Strategie seriali nello scenario televisivo del nuovo millennio, di Serena D’Urbano
• Citazioni dal reale e frammenti del reale. Eccesso della visione e arte contemporanea in “CSI: Crime Scene Investigation”, di Marta Martina
• La questione dell’autorialità televisiva e il caso Joss Whedon, di Eliose Liguoro
• I giorni più lunghi. Le prime stagioni di “24”, di Luca Bandirali e Enrico Terrone
• L’ingegnere nel suo labirinto. Messa in scena della scrittura in “Prison Break”, di Marco Duse
• “Friends”: l’ultima sit-com?, di Massimo Benvegnù
• “Six Feet Under”: una proposta di mondo, di Daniela Delle Foglie

E inoltre saggi sul festival "Cinéastes et Spiritualité", sull'ascoltatore cinematografico e su 12 di N. Mikhalkov.

"Ciemme" 157-158 costa 15 euro, trattabili per gli amici del blog e dei forum che hanno sostenuto e pubblicizzato l'iniziativa. Per informazioni e ordini: marcoduse@gmail.com

domenica 18 maggio 2008

Hanging Rock su Filmcronache

E' uscito il numero 1/2008 della rivista Filmcronache con il mio saggio intitolato "Venere, Pan e i bambini smarriti: compresenze mitiche in Picnic at Hanging Rock", parte di una serie di saggi dedicati al rapporto fra il cinema e il Mito (fra gli altri autori, Umberto Curi, Adriano Guarnieri, Andrea Oddone Martin e Patrizia Parnisari, che ringrazio per avermi dato l'opportunità di scrivere questo pezzo).

Link a Filmcronache

mercoledì 2 aprile 2008

La Zona, le sale

E' regolarmente in distribuzione nelle sale da questa settimana il film La Zona di Rodrigo Plà, molto gradito alla Mostra del Cinema e da me recensito qui. Buona visione!

domenica 24 febbraio 2008

Ciemme n. 155

E' uscito il numero 155 della rivista Ciemme, edita da Cinit Cineforum Italiano. Il nuovo numero contiene un ampio studio su cinema e miracolo ("Il Miracolo dello schermo"), l'analisi di un inedito teatrale di Orson Welles e, fra le altre cose, il mio saggio "Un sogno dopo l'altro: visioni multiple di Picnic at Hanging Rock". 

Il nuovo numero di Ciemme, così come i numeri arretrati, è ordinabile all'indirizzo email: info@cinit.it

domenica 21 ottobre 2007

La recensione ritrovata

La mia recensione perduta (vedi post) non è più tale: è stata pubblicata su Filmagazine il 12 Ottobre.

lunedì 8 ottobre 2007

L'etimologia del genio

E' online su NonSoloCinema la mia recensione di Mr. Brooks, di Bruce A. Evans, film da (ri)scoprire evitando ogni diffidenza.

http://www.nonsolocinema.com/nsc_articolo.php3?id_article=7826

martedì 2 ottobre 2007

La recensione perduta

Ho inviato ad una delle riviste online con le quali collaboro la mia recensione di Venezia 75 di Antonello Sarno, documentario di apertura della 64. Mostra del Cinema di Venezia. Da quel giorno, le mie 5000 battute sul lavoro di Sarno (sono stato un po' cattivello, e me ne pento in minima percentuale) sono sparite nel nulla. Come risarcimento danni, le pubblico qui di seguito, con qualche ritocco rispetto all'originale. Ci tengo a precisare, per evitare che i soliti bacchettoni mi rompano la testa prima e me la fascino poi quando ormai non c'è più niente da fare, che non ho nulla contro la persona Antonello Sarno anche se, fossi in lui, non andrei a sbandierare in giro per il mondo la mia appartenenza alle fila di Studio Aperto.



Venezia 75, di Antonello Sarno
(di Marco Duse, originariamente scritto il 27 Settembre 2007)


La Mostra del Cinema di Venezia compie 75 anni, eppure è giunta alla sua sessantaquattresima edizione. Per via di questo sfasamento, le occasioni per festeggiare i lustri raddoppiano: l’anno prossimo si farà festa per la 65^ edizione, e la cosa abbrevierà l’attesa dell’ottantesimo compleanno, e così via… Sia come sia, i 75 anni sono un bel traguardo per tutti, mostre comprese, ed è giusto celebrarli come si deve.
Immaginiamo di tornare indietro nel tempo, a pochi mesi prima dell’inizio del festival di quest’anno. Un’agenzia di stampa dirama uno stringato comunicato: "Venezia. Regista prepara documentario in occasione dei 75 anni di Mostra del Cinema". Tutti subito a fantasticare e a chiedersi chi mai potrebbe essere questo regista così famoso ed impalmato da meritare l’onore di aprire le celebrazioni per le nozze di platino: sarà forse Mario Monicelli, che aveva già il lume della ragione quando fu varata la prima Mostra, ed è quindi testimone oculare dell’Italia che cambia assieme al suo cinema? O toccherà a Michelangelo Antonioni tornare alla sua prima passione e raccontare la Mostra come fosse il Mosè di Michelangelo (ma poi Antonioni ci lascia sul più bello, e l’ipotesi svanisce)? O a Dino Risi, anche lui vegliardo ma arzillo, che ha raccontato l’Italia e tutte le sue magagne e potrebbe dipingere gli onnipresenti vips come i "nuovissimi mostri"? E se non c’è Risi, almeno Rosi Francesco, magari con una sorta di docu-fiction-inchiesta stile Il caso Mattei? O magari uno straniero: perché non un sodalizio De Oliveira-Angelopoulos, un film-fiume di dodici ore, da distribuire in edicola in sei comodi fascicoli con DVD? O Robert Altman, che ne farebbe un potentissimo racconto-ricordo corale (ah no, aspetta, anche Altman è morto)? Qualche cinese amico di Muller, che potrebbe finire a sorpresa in concorso con un film sul concorso e portarsi pure a casa il Leone d’Oro? "No, no, no, no, aspetta, ce l’ho io l’idea!", disse un giorno non si sa chi, ma chiunque sia ci deve delle spiegazioni, "il regista sarà Antonello Sarno!" In effetti, Sarno aveva già documentato e festeggiato la sessantesima edizione della Mostra nel 2003, celebrato Sordi e Bersani nel 2004 e 2005 e ricordato a Venezia i 50 anni del premio David di Donatello nel 2006: insomma, un habitué del documentario in laguna che, giusto per non smentirsi, quest’anno ha presentato, oltre a Venezia 75 (che titolo!) anche Enrico LXXV – Lucherini a Venezia, inefficace e gigionesco ritratto del press agent più famoso d’Italia (e tutti, specialmente dopo averlo visto sul grande schermo mentre rideva di cose che capiva solo lui, si chiedono ancora il perché).
In questo Venezia 75 c’è proprio tutto: dal discorso inaugurale del Conte Volpi di Misurata (con l’ormai celeberrima espressione "nessuno eccettuato", forse la più citata della Mostra) a quello di Giulio Andreotti, che promette leggi a favore del cinema nella Costituzione Italiana; dall’orrendo ampliamento del Palazzo del Cinema (naturalmente, al tempo considerata una "bellissima" dependance) ai Leoni alla Carriera a John Ford, Federico Fellini, Clint Eastwood… Il problema è che di questo tutto non resta un granché. Qualche emozione, sì: le elenca tutte con sentito affetto lo stesso Sarno sul blog [Cine]Gossip. Ma il documentario innanzitutto deve documentare, le emozioni verranno da sé (e non con l’uso di musiche enfatiche e sciorinando volti noti di illustri trapassati). Altrimenti si resta al livello della serata di diapositive in famiglia, col rischio di non approfondire e perdere completamente il senso degli unici due momenti davvero interessanti di questo Venezia 75: l’atmosfera delle edizioni di qualche decennio fa, con le star senza puzze sotto il naso che si davano davvero alla gente, che giravano per Venezia, facevano il bagno al Lido e giocavano al casinò (straordinaria l’intervista ad Alberto Sordi uscito al verde dal tavolo verde) ed Ingmar Bergman che si dichiara un regista "finito" data l’ascesa delle tecnologie elettroniche (lui, che poi si darà corpo ed anima alla televisione). Un modo di intendere la notorietà che oggi è morto e sepolto, ed una riflessione sul cinema che nessuna delle conferenze stampa post-proiezione degli ultimi anni ha saputo regalarci. Patetico (nel senso che è più interessato a creare pathos che a raccontare) ed anti-informativo (ai più giovani non viene spiegato chi sono i personaggi più "antichi" che appaiono sullo schermo), Venezia 75 è una parata di ricordi raffazzonata in modo così personale e disorganico da parlare per pochi e a pochi, ai soliti pochi. Si entra in sala, si guarda cercando di dare un nome ed una collocazione spaziotemporale a quanto ci viene mostrato, ed alla fine se ne esce sapendo della Mostra niente di più di quanto se ne sapesse già. Cioè niente, o quasi. Per tutto il resto, c'è (già) Blob.



mercoledì 19 settembre 2007

Ospitalità

La recensione di Music performed di ENRi è stata inclusa nel sito del musicista, che ringrazio personalmente.




Cheers!

martedì 18 settembre 2007

Recensione "La Zona"

E' online la mia prima collaborazione con la rivista Filmagazine, curata fra gli altri da Veronica Maffizzoli e Umberto Soncina del Cineforum Feliciano (BS).



venerdì 14 settembre 2007

Lezioni di tiii-viii

E' uscita su NonSoloCinema la mia recensione del film dei Simpson. Ecco il link:




Prosit.





sabato 18 agosto 2007

Hikikomori ed altre catastrofi

Un post piuttosto lungo, perchè articolato in più fasi.

Fase 1: la proiezione

Il 22 Giugno 2007 ho assistito presso il cinema "Ai Bersaglieri" di Spinea alla proiezione del film Hikikomori di Gianluca Olmastroni, presenti il produttore Luca Tornatore e l'interprete Adamo Rondoni. Prodotto da DM Communication, Hikikomori è girato (e, ove possibile, proiettato) in digitale ad alta definizione. Il film viene portato "in tour" in giro per l'Italia non solo per testare le reazioni della critica, ma anche per bypassare le maglie della distribuzione, paradossalmente ostacolata dal nuovo formato numerique.

La recensione di Hikikomori è pubblicata da NonSoloCinema:
http://nonsolocinema.com/nsc_articolo.php3?id_article=7214


Fase 2: la reazione

Pochi giorni dopo, sul sito di DM Communication appare questo amaro resoconto delle reazioni della stampa alla proiezione del film (la versione integrale si trova all'indirizzo http://www.dmcommunication.net/produzioni.html):

HIKIKOMORI CENSURATO DALLA STAMPA
Hikikomori è uscito a giugno in una prima versione in contemporanea con altri quattro film analoghi dal punto di vista della distribuzione: prevendita di biglietti; copia distribuita cinema per cinema creando degli eventi; distribuzione in Alta Definizione in un circuito concorrente a Digima. [...] Non si tratta di fare la guerra tra poveri [...]; vogliamo solo evidenziare che gli altri 4 film hanno avuto ampio spazio, prima e durante l'uscita, su quotidiani, settimanali e periodici, mentre su Hikikomori si è abbattuta la scure dell'indifferenza (ringraziamo i collaboratori di siti indipendenti e di riviste di videotecnica, i cui articoli sono nella rassegna stampa).


Uno dei quattro film in questione è Tre donne morali di Marcello Garofalo. Garofalo è un noto critico cinematografico, e molti suoi colleghi si sono sentiti in dovere di dare il giusto risalto al suo film. Quando si dice avere dei Santi in Paradiso...


Fase 3: la folle corsa

La versione di Hikikomori vista in anteprima non era definitiva (ma nemmeno una copia lavoro: c'erano degli aggiustamenti da fare, e un po' di immodestia autoriale da limare). La produzione annunciò una versione finale pronta per Settembre, con un nuovo "tour (de force) distributivo" per presentare Hikikomori al grande pubblico. Non tutto dev'essere filato liscio, dato il più recente post reperibile sul sito di DM Communication:

Hikikomori verrà presentato in una nuova versione con nuove scene dirette dallo sceneggiatore Edoardo Montanari e dal direttore della fotografia Marco Prati, che cureranno anche il montaggio definitivo. Il regista Gianluca Olmastroni, sollevato dall'incarico per contrasti con la produzione, deciderà se togliere la firma dal film.
Come in precedenza il film sarà tenuto in programmazione e proiettato in Alta Definizione nelle sale del circuito Digima, e inaugurerà la nuova sala in HD del più importante cinema d'essai d'Italia [quale?, N.d.R.]. In contemporanea il film uscirà in alcuni cinema attrezzati con il D-Cinema e in sale d'essai in DVD-HD, ovvero un DVD dati con un file in alta definizione in formato QuickTime con l’avanzato codec H.264.



Fase 4: gli auguri

Auguro di cuore ad Hikikomori di riuscire a farsi strada fra l'intricata selva oligarchica della distribuzione italiana. Qualora Hikikomori non arrivasse nelle sale a voi vicine, il DVD (anche in formato HD) è acquistabile (presumibilmente nella versione vista a Giugno) sul sito:

ENRiMUSiC.NET

La recensione di Music Performed di ENRi è stata pubblicata sul sito del musicista:


La pubblicazione è annunciata nella newsletter di ENRi del 18/08/2007 e nella sezione News del sito.

giovedì 16 agosto 2007

Absolute Garbage

Con un po' di ritardo, notifico la pubblicazione della recensione di Absolute Garbage all'indirizzo:

http://www.nonsolocinema.com/nsc_articolo.php3?id_article=7400

"In this dangerous world,
there's an art in growing old..."

martedì 31 luglio 2007

Salsa mudanda

Nel corso degli ultimi due anni, mi sono attivato nell'organizzazione di un concorso di cortometraggi, "Venice&Video" (presto un post a tal proposito), che invita i partecipanti ad indagare i lati meno conosciuti della città di Venezia. Noi Veneziani abbiamo un problema di "immagine" non trascurabile: di Venezia vediamo e lasciamo vedere solo la facciata cartolinesca, il prodotto da vendere, l'accalappiaturisti. Lo dimostrano le produzioni internazionali che annualmente vengono ambientate in laguna: da 007 a Resnais, da Casanova a Woody Allen, i set sono sempre quei tre: piazza San Marco, il ponte di Rialto e qualche veduta del Canal Grande, giusto per gradire. Come la Luna alla Terra, Venezia mostra sempre la stessa faccia a chi di Venezia poco o nulla sa. Qual è dunque l'altra faccia, "The dark side of the Lagoon"? La risposta sta forse nei cortometraggi visionati per le due edizioni del concorso, ma nessuno è riuscito a sintetizzare il problema-immagine contrapposto al problema-identità meglio dei Batisto Coco e del loro brano "Belzebù" inserito nel nuovo album "Acqua alta".

Il disco dei Batisto Coco è recensito qui:



Il loro sito ufficiale è:



E l'acquisto di "Acqua alta" (euri 5.90, almeno a Venezia) è obbligatorio.

martedì 24 luglio 2007

ENRi - Music Performed

Morosa al mare (a studiare), io da solo in città. Non un granché da vedere, se non un concerto al Village di Marghera. Non so di chi sia: un certo Enri, un tizio che si fa fotografare per la locandina assieme ad un organo Hammond. Qualche ricerca in internet (http://www.enrimusic.net/), qualche pre-ascolto su iTunes, e la tensione cresce. Concerto straordinario, merita l'acquisto del disco, e il disco merita una recensione, da me scritta e pubblicata su http://www.nonsolocinema.com/

Viaggio verso Jesolo qualche giorno dopo: Enri e il suo "Music performed" sono d'obbligo in macchina, ed il percorso in compagnia del Maestro Carlo Cavalli si fa ancora più stimolante.

Passano i giorni, e lo stesso Enri si fa sentire, con una diretta risposta alla mia recensione:
"Salve Marco,grazie per la recensione, la inserirò sul mio sito prossimamente assieme ad altre recensioni. Il sito "nonsolocinema" fra l'altro è interessante e mi fa piacere che ci sia una recensione del mio disco così dettagliata e precisa come lei ha saputo fare.. quindi nel ringraziarla ancora le porgo i miei cordiali saluti. ENRi"

Wow.

La recensione si trova all'indirizzo: