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lunedì 19 ottobre 2009

Piattaforme parallele

Ciao a tutti!
Non ci sentiamo da un po', perchè le mie attività si concentrano principalmente su due (tre, quattro...) nuovi versanti:

innanzitutto la mia pagina Facebook

quindi il blog della mia nuova trasmissione radiofonica Rapporto Confidenziale: il cinema a portata d'orecchio in onda su Radio Ca' Foscari (a proposito: debutta quest'oggi alle 17!)

e infine la pagina Facebook del medesimo programma

(e di quando in quando, la pagina Facebook de La Ginestra sul Porcile).

Insomma, mi trovate più di là che di qua (...), ma Hanging Blog non è né chiuso né morto.

A presto,
mArco

giovedì 25 giugno 2009

Transformers: Il Ritorno del Luogo Comune

(Attenzione: questo post contiene un eccesso di moralismo che non manifestavo da tempo. Sono seriamente preoccupato.)

Oggi ho assistito all'anteprima veneziana per la stampa di Transformers: la vendetta del Caduto. Non ho né il tempo né la voglia di mettermi a scrivere una recensione completa. Ci hanno già pensato in tanti, e li trovate indicizzati su questa pagina di Rotten Tomatoes. Quello che mi ha veramente lasciato perplesso di questo "film" di Michael Bay non è tanto l'assenza di una trama, la monodimensionalità dei personaggi, l'inverosimiglianza delle situazioni (anche in un contesto fantascientifico), l'eccesso di botti ed effetti speciali... Ciò che lascia basiti è l'insieme davvero volgare di luoghi comuni con cui gli spettatori (specialmente adolescenti) vengono storditi per ben due ore e mezzo (troppe: prima o poi finiscono i popcorn).
Nell'ordine, Transformers 2 ci dice (anzi, ci mostra chiaramente) che:

- le ragazze sono tutte troie;
- i genitori sono tutti imbarazzanti;
- gli ispanici sono dei simpaticoni assatanati di sesso (olé);
- i professori universitari sono tutti vanitosi;
- i mediorientali sono tutti cretini;
- per essere fighi bisogna avere la macchina;
- per essere ancora più fighi è meglio se la macchina si trasforma in robot;
- l'esercito americano è il migliore.

Sembrava una puntata di Amici di Marìo De Filippi.

Per il terzo sequel suggerisco il titolo PornoTransformers. Tanto ormai...

lunedì 8 giugno 2009

Camminando

Da oggi condurrò gli incontri di letteratura, cinema e filosofia del ciclo "Camminando", presso il Centro Culturale Candiani di Mestre (VE).

Questo il programma degli incontri (qui invece il programma completo della rassegna):

lunedì 8 giugno, ore 18.00
Sergio Valzania: Passi in terra, impronte in cielo. Dalla "via di Paolo e Giovanni" al "Cammino di Santiago" (senza dimenticare la "via Francigena")

giovedì 11 giugno, ore 18.00
Duccio Demetrio: Filosofia del camminare. Esercizi di meditazione mediterranea

venerdì 12 giugno, ore 18.00
Michele Dalla Palma: Bracconiere di emozioni

lunedì 15 giugno, ore 18.00
Italo Testa: Pensieri viandanti

giovedì 18 giugno, ore 18.00
Premio Chatwin: Camminando per il mondo - sulle vie dell'anima. Incontro con Fabrizio Ardito, Sebastiano Audisio, Carla Perrotti e Luciana Damiano

venerdì 19 giugno, ore 18.00
Luigi Guglielmi: Il Cammino delle Dolomiti. Un itinerario tra fede, cultura e natura

mercoledì 24 giugno, ore 18.00
Premio Chatwin: Camminando per il mondo. Selezione dei video finalisti del Premio 2006-2007-2008

giovedì 25 giugno, ore 18.00
Mario Brunello: Un violoncello italiano sul monte Fuji

venerdì 26 giugno, ore 18.00
Fabrizio Borin: Walk, Don't Run! Ovvero: dello sperdersi con Werner Herzog tra sequenze di film suoi e altrui

lunedì 29 giugno, ore 18.00
Enrico Brizzi: Da Canterbury a Gerusalemme, e altri viaggi a forza di gambe

martedì 30 giugno, ore 18.00
Francesca Bisutti: Sentieri del Nuovo Mondo: da Henry David Thoreau a Alexander Supertramp

sala conferenze quarto piano / sala seminariale primo piano
ingresso libero

domenica 10 maggio 2009

Write long and prosper

Sto scrivendo una cosa, della quale non posso parlare per via di un vincolo contrattuale. La stesura è lenta e difficoltosa per colpa, paradossalmente, della gran mole di materiali accumulata, la cui gestione mi rende agile come un pachiderma. Comunque, la scadenza per la consegna è a fine mese, quindi non si scappa. Ma da stasera c'è una novità: la sensazione che tutto, anche ciò che non ho ancora scritto, è già nella mia testa. Basta solo tirarlo fuori, un poco per volta.

Ho visto Star Trek. Ho sempre detestato la serie televisiva, imbambolata per imbambolati. E invece il film è una gran cosa. Un grande Luna Park intergalattico smontato il quale, però, resta un'ossatura tragica di grande respiro. Bravo Abrams, bravi tutti! La corsa in macchina di Kirk ragazzino è un grandissimo pezzo di cinema. Lunga vita e prosperità. 

mercoledì 6 maggio 2009

Ca' Foscari Cinema


Questa sera, alle 20.00 all'Auditorium Santa Margherita di Venezia, presenterò il film La doppia vita di Veronica con il prof. Flavio Gregori. La proiezione apre il ciclo di incontri "Tempi diversi. Tempi di vita", organizzato dal Comitato per le Pari Opportunità dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Cliccate sull'immagine per ingrandire la locandina con tutti i prossimi appuntamenti.

lunedì 20 aprile 2009

Australia su Ciemme

Uscirà sul numero 160 di "Ciemme" la mia recensione del film Australia di Baz Luhrmann, intitolata "Benvenuti nel deserto del fittizio".
"Ciemme 160" sarà disponibile a Maggio e conterrà inoltre saggi e studi sul Neorealismo, sui tagli di censura a L'oro di Napoli, su Yukio Mishima, sul film russo Paper Soldier, nonché un soggetto cinematografico inedito di Alberto Moravia dedicato alla figura di Silvio Pellico.

La rivista sarà disponibile nelle librerie Feltrinelli e/o potrà essere richiesta direttamente alla segreteria di Cinit - Cineforum Italiano (info@cinit.it) o rispondendo a questo post.

venerdì 3 aprile 2009

Ricatti morali cinematografici

Qualche anno fa, mi colpì una recensione di Roberto Pugliese, che definiva "moralmente ricattatorio" il film "Le chiavi di casa" di Gianni Amelio. Chi ha visto il film, può facilmente intuire il perché. Condividevo e condivido l'opinione di Pugliese (che vedrò di rintracciare e postare su queste pagine), ma (che non è un vero "ma") ho scoperto che la sua posizione ha un illustre predecessore. Ecco una pagina del diario di Indro Montanelli, pubblicata in "I conti con me stesso" (Rizzoli).

Roma, 1˚ ottobre 1966. 
Alla sera, mi fanno assistere a una proiezione privata de La battaglia di Algeri di Pontecorvo. A Venezia lo hanno definito, all'unanimità, un grande film e gli hanno dato il Leon d'oro. È invece solo un grande documentario e non meritava nulla. Siamo stufi di questa roba. Non —– come dice qualcuno — perché questi lavori c'impongono «una scelta morale» o ci ricordano corresponsabilità che vorremmo dimenticare. E nemmeno perché siamo nauseati dalle scene di violenza e di sangue. Quello di cui siamo stufi è, molto più semplicemente, il ricatto a cui ci sottopongono. Bella forza fare un film sui campi di concentramento nazisti e sulla rivolta di Algeria. Chi oserà dar torto a un regista che parteggia per i perseguitati? 
Indro Montanelli

martedì 24 marzo 2009

Dall'operaio alla Sposa


Questa sera terrò, per il collettivo culturale Spritz Letterario del Liceo Scientifico "U. Morin" di Mestre, una lezione di Storia e Tecnica del Cinema intitolata:

Dall'operaio alla Sposa:
il cinema in bilico fra documento e falsificazione

La lezione si terrà a Maerne (VE), presso la casa comune in cui i ragazzi del collettivo convivono per una settimana, nell'ambito dell'iniziativa "Decameron".

Il programma prevede una lezione seminariale con inizio alle 18.30, la successiva cena con conversazione sul tema, ed uno spazio di visione e commento di spezzoni di film nel dopocena. Partiremo dalla giustapposizione di due immagini (tratte da L'uscita dalle fabbriche Lumière e da Kill Bill vol. 1) per chiederci, domanda retorica, attraverso quali tappe tecniche, storiche, artistiche ed ideologiche il cinema sia passato in poco più di cent'anni dai Lumière a Tarantino. Vedremo e commenteremo assieme alcuni estratti da film quali: Arancia meccanica, 2001: Odissea nello Spazio, Picnic ad Hanging Rock, Walkabout, Fearless, Dogville, Apocalypse Now, Cantando sotto la pioggia, Psyco...

giovedì 5 febbraio 2009

Forme di censura preventiva

Sta facendo discutere, in questi giorni, l'uscita nelle sale del documentario Religiolus (Religulous, in originale), diretto da Larry Charles e tutto retto sulle spalle del comico ed entertainer americano Bill Maher. Il documentario, buono ma non eccelso, solleticante ma non graffiante, racconta il viaggio di un ebreo-cristiano-diventato-ateo (Maher, appunto) in giro per il mondo alla scoperta del senso delle religioni monoteiste, per constatare, in questo film a tesi, che "un senso non ce l'ha(n)". 

A Roma si fa notare la campagna dell'associazione Vera Libertà (che nome sobrio), che sta "oscurando" le locandine del film con adesivi neri che riportano le scritte "Ateo No" e "Vergogna" (quest'ultima, particolarmente originale; chissà che non diventi un moda). L'associazione, di stampo cattolico, è sostenuta da un blog registrato a nome di un tale Mario Arsi. Non vogliamo entrare nel merito delle idee espresse da Arsi perchè ognuno è libero di dire ciò che vuole (anzi, nasce il sospetto che sia tutta una mossa pubblicitaria dei distributori del film...), ma registriamo il commento lasciato da un certo Arcadio Centenaro, che mette in luce una grave manipolazione presente sul medesimo blog. In alto a destra, nello spazio dedicato al profilo dell'utente, si legge:

L'ass. VeraLibertà crede nella libertà come rispetto dell'utente finale della comunicazione. La saggezza popolare ci insegna che "la libertà del singolo inizia dove finisce quella dell'altro". Questo blog vuole essere uno strumento per far luce e guidare, affinchè la libertà d'espressione non si trasformi in libertinaggio.

Commenta Centenaro:
Nella Vostra presentazione, in alto a destra di questo blog, scrivete che, secondo la saggezza popolare, "la libertà del singolo inizia dove finisce quella dell'altro", e scegliete questa frase come vostro manifesto. Ma la saggezza popolare dice tutt'altro, ossia "La libertà del singolo FINISCE dove INIZIA quella dell'altro", che è l'esatto contrario di quanto riportate Voi. Voi dite, sostanzialmente, che devo porre fine alla libertà di qualcuno perchè inizi la mia, mentre il detto correttamente riportato significa che io decido di "fermarmi" (come gesto di rispetto) perchè qualcun altro si senta libero. La prima è una pretesa, la seconda una scelta. E questo cambia completamente le cose. Il Vostro blog, purtroppo, sceglie la prima strada...

Non c'è altro da aggiungere.

venerdì 21 novembre 2008

Ora scrivi "Bocciato"

Sarà deformazione professionale, ma non sopporto coloro che, pensando di conoscere bene l'Inglese, traducono a vanvera. Generalmente si tratta di persone ben pagate, che lavorano nel cinema o nella pubblicità e che sono impossibili da rintracciare (loro, o i loro datori di lavoro) per far loro notare gli errori commessi.
Ne cito tre, sentiti di recente:

1. Rivedendo il film The Queen, ho avuto conferma di una cosa che mi "pareva" di aver sentito in sala: quando Blair, in polo e calzoni corti, deve cambiarsi per annunciare in conferenza stampa la morte di Lady Diana, chiede, secondo il doppiaggio italiano, "una cravatta nera". Ma ve lo vedete il Primo Ministro britannico andare in televisione con la polo bianca e sopra una cravatta? Evidentemente, Blair chiede un "black tie", che tradotto parola per parola significa appunto "cravatta nera", ma che preso tutto assieme vuol dire "abito scuro". Questa cosa me l'ha insegnata la mia maestra di inglese alle elementari, e ribadita la prof. al liceo. Un saluto a Paola Benvenuto e Chiara Salerno. 

2. I sottotitoli del film The Wrestler proiettati a Venezia presentavano una orripilante castroneria in un dialogo apparentemente semplice. Domanda: "How are you doing?" (Come va?). Risposta: "Hung and horny", tradotto con: "Appeso e eccitato". Ora, è vero che hung vuol dire appeso se lo prendiamo come participio passato del verbo to hang, ma come aggettivo, in questo caso, ha il significato di ben dotato (sessualmente parlando). Il significato letterale della frase è dunque: "Sono ben dotato ed arrapato", ossia in un gergo un po' più slang: "Ce l'ho grosso e duro". Speriamo che nel redigere i dialoghi per il doppiaggio italiano, l'errore sia stato corretto. Comunque, bastava aprire il vocabolario, e non fermarsi alla prima definizione. Ma le parolacce e le espressioni volgari non sono tradizionalmente la prima cosa che si impara di una lingua straniera?

3. Lo spot di un videogame presenta un altro sottotitolo da far rivoltare il Grillo Parlante Clementoni nella tomba. Un untuoso wrestler si dichiara sempre insoddisfatto degli avversari che si ritrova a fianco fino a quando, all'apparire di una biondona con più pettorali di lui, esclama: "Ok, we're good!", tradotto con "Siamo forti!". NO: il wrestler vuol dire che la figona è di suo gradimento, e la frase che pronuncia significa "Va bene così!". Se non c'è sul vocabolario, basta un qualsiasi manuale di conversazione, o una telefonata ad un amico anglofono per risolvere il problema. Anche in questo caso: chi possiamo contattare per segnalare l'errore che va in onda tutti i giorni su tutte le reti? Nessuno. E l'ignoranza regna sovrana. 

Messuha Vebilà




Certo che ne succedono di cose strane, anche sui siti più accreditati... Passerò la notte sveglio a chiedermi come sia possibile che su IMDB.com, la Bibbia del Cinema on line, campeggi la scritta "AL OLNEMA" anzichè "AL CINEMA", oppure "Scatto per video" anzichè "Clicca qui per il video". Ai posteri l'ardua sePFenza. (In realtà, sono due banner pubblicitari piazzati lì dalla Warner Bros. Ma il fatto che alla Warner Bros. non ci sia nessuno che conosca l'Italiano mi mette ancor meno allegria.)


mercoledì 19 novembre 2008

Ma i più grandi sono sempre loro...

"Il senso della vita" torna su YouTube
Inaugurato il canale ufficiale dei Monty Python, il gruppo di comici inglesi che fecero scuola negli anni Settanta e Ottanta

GRAN BRETAGNA – Irriverenti, visionari e di gran classe. Sono i Monty Python, il gruppo comico inglese che ha fatto scuola negli anni Settanta, portando avanti un'idea nuova di umorismo, spesso incentrata su un'acuta satira politica e culturale. Orfani di Graham Chapman (scomparso alla fine degli anni Ottanta), oggi i cinque Pythons John Cleese, Eric Idle, Terry Gilliam, Terry Jones e Michael Palin tornano sotto i riflettori. Ma questa volta non si tratta di cinema, di televisione e neppure di teatro, perché il nuovo palco è quello del web. I Monty Python portano oggi i propri lavori online, inaugurando il canale ufficiale su YouTube.

LA PRESENTAZIONE – Ad accogliere i fan e gli utenti occasionali, campeggia in bella vista un breve video girato per l'occasione, due minuti e mezzo in cui vengono spiegati motivazioni e finalità dell'iniziativa. «Per tre anni voi che usate questa piattaforma ci avete derubato, prendendo decine di migliaia di nostri video e mettendoli qui su YouTube. Sappiamo chi siete, dove vivete e avremmo potuto perseguitarvi in modi tanto orribili da non poter essere descritti a parole»: una minaccia tanto esplicita quanto ironica, in pieno stile Monty Python, e infatti la presentazione continua, «ma dato che siamo dei tipi straordinariamente gentili, abbiamo trovato un modo migliore per rivalerci. È giunto per noi il tempo di prendere in mano il nostro destino: per questo abbiamo lanciato il nostro canale ufficiale su YouTube».

IERI E OGGI – In questi primi giorni di avvio, sono già state caricate 20 clip tratte dai lavori più celebri del gruppo inglese. Spazio dunque ai più celebri sketch di «Flying Circus», il programma televisivo trasmesso dalla Bbc che li ha lanciati nei primi anni Settanta, ma anche ai frammenti dei celebri film che li hanno resi famosi anche al di qua della Manica, come «Brian di Nazareth», «Monty Python e il sacro Graal» e il pluripremiato «Il senso della vita». E non mancano neppure le celebri canzoni composte per le colonne sonore dei lungometraggi, come «Every sperm is sacred» (da «Il senso della vita») e «Always look on the bright side of life» (da «Brian di Nazareth»). Inoltre, interviste e video inediti mostrano il volto più recente dei Monty Python che, seppur solcato dalle rughe, non perde quell'aria sorniona ma sagace.

DIETRO LA MASCHERA – I video sono solo in lingua originale e pubblicati in alta qualità, migliore rispetto a quelli non ufficiali e sono accessibili, ovviamente, in modo gratuito. «Come? Non lo sapevo! Non era negli accordi!», si stupiscono gli attori nel video di presentazione che li ritrae al giorno d'oggi, ormai distinti sessantenni. Ovviamente si tratta solo di uno sketch, un espediente per mostrare i meccanismi economici che stanno alla base degli accordi tra produttori e distributori. I clic sui link ufficiali e il ritorno economico dalle vendite di Dvd e materiale sponsorizzato sono già un guadagno per i Monthy Python che, ancora una volta, svelano i retroscena con arguzia e umorismo inglese.

Marina Rossi
19 novembre 2008
ilCorriere.it

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giovedì 6 novembre 2008

Anche i dinosauri piangono

Jurassic Park è stato fondamentale, nel bene e nel male, per la mia formazione. La mia passione per il cinema nasce da una recensione di R.P. che, stroncando il film di Spielberg, ha acceso in me l'amore per la Settima Arte: cercando di "difendere" la mia pellicola del cuore (del cuore di allora), ho iniziato a guardare, studiare, capire.
Ero a Londra nell'estate del 1993, quando scoppiò (con leggero anticipo rispetto all'Italia) il fenomeno Jurassic Park. Avevo già letto il romanzo di italiano, ed in una piccola libreria londinese che non saprei più ritrovare ne comprai l'edizione inglese, e lo rilessi subito. Quel libro, prima (anche se non più) di qualsiasi altro mi fece comprendere come la scrittura e la lettura potessero essere al contempo divertenti e profonde, argute e spassose, travolgenti e terrificanti. Sembrerà una sciocchezza, ma Jurassic Park fu il primo libro di cui lessi più di 100 pagine in un solo giorno: un record, sul quale ho successivamente plasmato i miei ritmi di lettura.
L'autore di quelle pagine, il forgiatore (esiste?) di quelle idee, Michael Crichton, non c'è più. E da qualche parte, su di un isola remota, i dinosauri piangono.

Michael Crichton
1942 - 2008

venerdì 31 ottobre 2008

Roma genealogica

Roma città chiusa
di Filippo Facci

La terza edizione del «Festival del film» diretto da Gian Luigi Rondi, che chiude oggi, ha visto molto apprezzato L'uomo che ama di Maria Sole Tognazzi, figlia di Ugo Tognazzi e sorella dell'attore Ricky Tognazzi e del regista Gianmarco Tognazzi, il cui padrino, alla nascita, era Gian Luigi Rondi. Molto apprezzata, per lo stesso film, anche la vice-regia di Martina Veltroni, figlia dell'ideatore del festival Walter Veltroni, a sua volta figlio del dirigente Rai Vittorio Veltroni, la quale (Martina) aveva già lavorato come assistente alla regia in Caos calmo di Giovanni Veronesi, fratello dello scrittore Sandro Veronesi, autore del romanzo Caos calmo, molto amico (Sandro) di Walter Veltroni, con protagonista (in Caos calmo) il regista e attore Nanni Moretti, sposato con Silvia Nono, figlia del compositore Luigi Nono e sorella di Serena Nono, ex di Massimo Cacciari, la quale (Martina) è stata aiuto regista anche in Parlami d'amore di Silvio Muccino, fratello di Gabriele Muccino, questo dopo aver lavorato (sempre Martina) con Carlo Verdone che è fratello di Silvia Verdone che è moglie e agente di Christian De Sica, figlio di Vittorio De Sica e padre di Brando De Sica, regista 25enne diplomato in California (diversamente da Martina Veltroni, che studia a Manhattan) e fratello di Mariarosa De Sica, sceneggiatrice, il quale (Brando De Sica) al Festival ha presentato il pure apprezzato Parlami di me, film dedicato al padre Christian e scritto anche da Maurizio Costanzo, ex marito di Simona Izzo, doppiatrice e regista assieme alla sorella Rossella Izzo, la quale (Simona) ora è la moglie di Ricky Tognazzi dopo esser stata la compagna di Antonello Venditti con il quale ha avuto un figlio, Francesco Venditti, che è attore e che esordì nel 1996 in Vite strozzate di Ricky Tognazzi, e che ha avuto un recente successo nella miniserie di Raiuno Amore proibito, interpretata assieme ad Adriano Giannini, figlio di Giancarlo Giannini, e a Claudia Zanella, figlia di sua madre.
La terza edizione del «Festival del film» ha visto anche la gradita presenza di Carlo ed Enrico Vanzina, figli del regista Steno, che hanno presentato un film sul padre esattamente come Brando De Sica, ma diversamente da Marco e Claudio Risi, figli di Dino Risi, che al padre hanno dedicato solo una mostra, mentre Erminia Manfredi, moglie di Nino Manfredi, assieme alla figlia Roberta, produttrice, e al figlio Luca, regista ed ex marito di Nancy Brilli, precedentemente sposata con Massimo Ghini, hanno riproposto (Erminia, Roberta e Luca Manfredi) L'avventura di un soldato di Nino Manfredi. Toccante anche il film-testamento sulla propria malattia di Gil Rossellini, figlio di Roberto Rossellini, regista del celebre Roma città aperta.

giovedì 23 ottobre 2008

Mestre Film Fest 2008


MESTRE FILM FEST 2008 – UNDICESIMA EDIZIONE

Anche quest'anno, ho avuto il piacere di presentare le serate di proiezioni e la serata finale del Mestre Film Fest (7-11 Ottobre 2008, Centro Culturale Candiani). Ecco di seguito il comunicato stampa con tutti i vincitori e le motivazioni. Quest'anno, niente classifica personale perchè coincide in gran parte con quella ufficiale.

Si è conclusa, all’insegna del successo, l’undicesima edizione del Mestre Film Fest con i numerosi cortometraggi giunti da vari paesi non solo europei ma anche da Stati Uniti e Giappone, a conferma della sua naturale vocazione all’internazionalità e della continua crescita delle opere in concorso sia dal punto di vista quantitativo sia dal punto di vista della qualità e del livello tecnico.

La giuria SHORT STORIES presieduta da Roberto Citran, e composta inoltre da Cecilia Cossio, Irma Martì Torres e Marco Dalla Gassa, ha assegnato i seguenti premi: 
Premio per il miglior cortometraggio internazionale 2008 ex aequo: 
El misterio del pez di Giovanni Maccelli, Madrid (Spagna)
Grandpa Frost di Darko Sinko, Velenje (Slovenia)
Menzione speciale della giuria: L’oro rosso di Cesare Fragnelli, Locorotondo BA (Italia)
Segnalazione della giuria: Deadly Cargo di The Camcorder Guerillas Collective, Glasgow (Scozia)
Premio speciale Dino Boscarato "Il gusto della vita": Innamorati fritti di Daniele Riccioni, Roma (Italia)
Premio Corti & Web a: Can You Hear the Trees? di Marco Marchesi, Olbia (Italia)

Per la sezione VIDEOCLIPS, la giuria composta da Massimiliano Cortivo, Luana Modini e Patrizia Laquidara ha assegnato i seguenti premi: 
Premio per il miglior videoclip internazionale:
Fratelli Fava di Cosimo Terlizzi, Bologna (Italia)
Menzione speciale della giuria: Circo Funambules di Solenn Le Marchand, Mestre (Italia)

Per la sezione VIDEOFORKIDS, la giuria presieduta dal direttore di Castellinaria Giancarlo Zappoli, con Massimo Evangelisti e Chiara Augliera ha assegnato il 
Premio Cinit VideoForKids:
Frigorillo di Patrizia Cattaneo, Scuola dell’infanzia G. Collodi Lecco (Italia)
Alberi della Scuola Media Statale F. Nullo di Villa di Serio (BG)
Interferenze della classe III D del Liceo Scientifico Statale G. Bruno di Mestre (VE)
Segnalazione della giuria: Storia di tante storie del Laboratorio Immagine 2 di Torino
Premio Unicef 2008: Compito in classe, Liceo Socio-Pedagogico D. Alighieri Enna (Italia)

Tutte le motivazioni e altre informazioni qui.

domenica 21 settembre 2008

Una settimana da Leoni


Film visti alla 65. Mostra del Cinema di Venezia, con valutazione:


Ladri di biciclette, di Vittorio De Sica: come si fa a dargli un voto?
Lonsj (Cold lunch), di Eva Sorhaug: un gelido 7
Padre selvaggio, di Pier Paolo Pasolini: scarti rimestati
La Rabbia di Pasolini, di P.P. Pasolini, Giuseppe Bertolucci: 7, bella e terribile l'appendice "del curatore"
Jay, di Francis Xavier Pasion: omofilo omofobo, 2
Henshang de aiqing (Cry me a river), di Jia Zhang Ke: il solito ladro di Leoni, un corto antonioniano che è una vera porcata, 0
Khastegi (Tedium), di Bahman Motamedian: l'idea c'è, ma il montaggio è estenuante, e dopo mezz'ora sembra passata mezza giornata, 4
$e11.Ou7! (Sell out!), di Yeo Joohan: forse l'unico film davvero innovativo di questa Mostra, e inoltre estremamente divertente, 8
Venezia '68, di Antonello Sarno: Sarno continua a girare documentari il cui titolo da solo dice di più del documentario stesso, 2
Sut (Milk), di Semith Kaplanoglu, Melih Selçuk: ma anche no, 0
BirdWatchers - La terra degli uomini rossi, di Marco Bechis: 7.5
In Paraguay, di Ross McElwee: 5
Voy a explotar, di Gerardo Naranjo: il film più bello della mostra, un po' Nouvelle Vague, un poì Godard, produce Gael Garcìa Bernal, 8.5
Bumazhny soldat (Paper soldier), di Alexey German jr.: se Tarkovskij è morto, ben ci sarà un motivo, 5
Pranzo di Ferragosto, di Gianni Di Gregorio: 7
A erva do rato, di Juli Bressane, Rosa Dias: 0, ma visto volentieri perchè ero ubriaco. Ho pure applaudito alla fine, e urlato "Genio" sui titoli di coda.
Rachel getting married, di Jonathan Demme: dinamismo puro, e profondissimo, 8.5
Il primo giorno d'inverno, di Mirko Locatelli: battuta cult declamata con pronuncia alla Silvio Muccino col raffreddore appena sveglio con una patata in bocca e una carota in culo: "Vi ho visti sciapete mentre vi fascevate le sceghe", -0.5
Un altro pianeta, di Stefano Tummolini: 5 al film, 10 all'astro nascente Chiara Francini. Vincitore del Queer Lion per il miglior film a tematica omosessuale (pardon, LGBT).
Hurt locker, di Kathryn Bigelow: una donna con le palle, 8.5
Dikoe pole (Wild Field), di Mikhail Kalatozishvili: scelto come "scusa" per dormire, era anche un bel film, ma non ho retto.
Pinuccio Lovero. Sogno di una morte di mezza estate, di Pippo Mezzapesa: girato benissimo, ma poteva durare metà, 5
Gabbla (Inland), di Tariq Teguia: cosa abbiamo fatto per meritarci questo?, 0
Un lac, di Philippe Grandrieux: bistrattato, ma affascinante, i dialoghi superflui ne danneggiano il lato più conturbante, 7
Stella, di Sylvie Verheyde: un "400 colpi" al femminile, genuino e vitale, 8
The wrestler, di Darren Aronofsky: dulcis in fundo, un grande film, scritto ed interpretato così bene da rendere superflua la "firma" (solitamente pedante e cialtrona) del regista, che infatti si dilegua stilisticamente, e lascia che il film si giri (grazie a Dio) da sé: 8.5

sabato 6 settembre 2008

El Paìs y el Leòn de Oro

In attesa di un resoconto definitivo di questa Mostra del Cinema, vi segnalo l'acuta analisi "estera" apparsa quest'oggi sul Paìs.

http://www.elpais.com/articulo/cultura/Quinielas/abiertas/Leon/Oro/Venecia/elpepuculcin/20080905elpepucul_10/Tes

mercoledì 27 agosto 2008

Venice Film Meeting... e cinque!

DALL’1 AL 5 SETTEMBRE ALLA MULTISALA ASTRA LA QUINTA EDIZIONE DI VENICE FILM MEETING, CONSUETA VETRINA DELLE PRODUZIONI VENEZIANE. VENERDÌ 29 AGOSTO ALLE 11.30 PRESSO LO STAND DELLA VENICE FILM COMMISSION (PIANO TERRÀ EX CASINÒ) LA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE.

Con una cinquantina di titoli, molti dei quali in prima assoluta, e la novità di una simpatica sigla d’apertura, appositamente disegnata dall’illustratore veneziano Lucio Schiavon, Venice Film Meeting accende anche quest’anno i riflettori della Mostra sulle produzioni veneziane, film e video di vario metraggio realizzati in città nel corso degli ultimi dodici mesi. La quinta edizione del Venice Film Meeting sarà presentata al pubblico e alla stampa venerdì 29 agosto, alle 11.30, presso lo spazio della Venice Film Commission, allestito come di consueto al piano terrà dell’ex Casinò. A fare gli onori di casa l’Assessora alla Produzione Culturale del Comune Luana Zanella e il direttore del Circuito Cinema Comunale Roberto Ellero, invitati e presenti i molti autori che con le loro opere hanno consentito anche quest’anno alla curatrice della rassegna Noemi Battistuzzo di allestire un ricco e qualificato cartellone di produzioni veneziane. Nel corso dell’incontro sarà anche proiettato in anteprima Venezia con gli occhi di un gatto, il corto d’animazione di Lucio Schiavon e Mauro Mason che farà da sigla di apertura alle proiezioni dell’Astra, già on line con successo da un paio di settimane sul portale YouTube.

Articolato in cinque giornate, con proiezioni pomeridiane in programma dalle 16 e ingresso libero sino ad esaurimento dei posti, Venice Film Meeting prenderà il via lunedì 1° settembre con la prima assoluta di Chi crea Venezia, una serie di otto ritratti di altrettanti artisti veneziani contemporanei realizzati dal giovane filmaker veneziano Elia Romanelli; a seguire, Fedeli alla linea del pordenonese Tommaso Lessio, un viaggio molto personale nella storia della sinistra veneziana, premio Avanti al Torino Film Festival; i tre episodi al femminile dell’ultima edizione di Raccontare Mestre, curata da Maria Teresa Sega (Rione Pertini di Caterina Ferruzzi, Il nostro villaggio di Mila Trevisan, Vivere al Bachmann di Cecilia Irene Massaggia); Horizons del videomaker Daniele Frison; i video vincitori del concorso Scuola e dintorni, diretto da Pier Paolo Fassetta e promosso dal Coordinamento Cinema e Scuola, e infine La torre del tempo di Toni Andreetta, che documenta i momenti salienti del recente restauro della Torre dell’Orologio di Piazza San Marco.

La seconda giornata (martedì 2 settembre) sarà aperta dal documentario di Beatrice Barzaghi Con tocco lieve, che racconta i tempi e i luoghi delle donne nella Venezia di oggi, seguito dal reportage in Palestina di Piero Fontana e Nandino Capovilla Proprio così – Storie di quotidiana occupazione, dai video premiati alla quinta edizione del Videoconcorso Pasinetti, diretto da Giovanni Andrea Martini, dal corto a soggetto del filmaker lidense Enrico Mengotti Doppio binario, dal thriller d’amore di Solenn Le Marchand Mme Bateau e infine dal documentario di Pierandrea Gagliardi Pai nestri fogolârs, che ricostrusice la storia della Brigata partigiana Osoppo.

Mercoledì 3 settembre apertura di programma con Le strade di Equal di Manuela Pellarin, un viaggio nel Veneto dei nuovi scenari lavorativi realizzato nell’ambito del progetto omonimo, seguito dal corto di Andrea Rossi e Mila Trevisan Living Will, sul delicato tema della donazione degli organi, dai Corti in corsa del concorso ideato in occasione dell’ultima edizione della Su e zo per i ponti, dai lavori del laboratorio Mestre8luoghi, dal corto dell’Associazione Settimo Binario Niente sangue e infine dal documentario di Alessandro Munzi Ma questa storia non è importante, che descrive la vita quotidiana di una piccola comunità del Cadore.

Giovedì 4 settembre, penultima giornata del festival con Robe da ciodi di Bibi Bozzato con Paola Brolati, Nero pece di Marco Rizzo, messosi in evidenza all’ultimo Mestre Film Fest, i lavori vincitori di Venice&Video, il documentario degli studenti del Liceo Morin Liberazione – La beffa del Teatro Goldoni, pagina indimenticabile della Resistenza veneziana, e infine Home (stories) dell’artista iraniana Ghazel Radpay, un film-performance realizzato in occasione della Biennale Teatro sui temi dell’asilo politico.

Venerdì 5 settembre, ultima giornata del festival, apertura internazionale con la Venezia dell’artista moscovita Tatiana Danilyants, autrice dell’inedito Hidden Garden, seguito dal documentario di Valentina Monti Uganda Calling, prodotto da Mestiere Cinema, dai Micrometraggi di un giorno qualunque realizzati dagli studenti delle scuole superiori veneziane e mestrine nell’ambito del primo concorso per brevi filmati realizzati con i telefonini, dal documentario del giornalista Maurizio Crema e di Enrico Stocco Sulle ali del Leone e infine dal documentario di Antonio Pintus Mea culpa, che indaga sul folle progetto nazista di eutanasia dei cosiddetti malati di mente. Sempre venerdì, in serata, gran finale del Venice Film Meeting all’Aurora Beach, con le canzoni e i video dei Grimoon, apprezzata band franco-veneziana.

Tutti i film e gli autori di Venice Film Meeting saranno presentati alla stampa nel corso degli incontri di mezzogiorno condotti da Marco Duse e in programma presso lo stand informativo della Venice Film Commissione, allestito nei locali a piano terra dell’ex Casinò, dove tutti i film della rassegna restano in consultazione permanente. Presentazioni in sala a cura di Erica Buzzo.
Per informazioni: Circuito Cinema Comunale, Palazzo Mocenigo 1991, 30135 Venezia, tel. 041.5241320, fax 041.5241342
circuitocinema@comune.venezia.it
www.comune.venezia.it/cinema/

sabato 23 agosto 2008

L'orgoglio e il sadismo


Fra pochi giorni inizia la Mostra del Cinema che, come già dicemmo, funge da spartiacque fra le stagioni cinematografiche. E dunque, è giunto il momento di tracciare un bilancio della stagione appena conclusasi, dando (orgogliosamente e sadicamente) i voti, nonché attribuendo alcuni "premi speciali". Come sempre, due classifiche: i migliori e i peggiori, a loro volta suddivisi fra prime visioni (i film usciti quest'anno) e recuperi (vecchi film rivisti col lume della ragione); in più qualche menzione speciale, che si commenta da sé. Bando alle ciance, cominciamo!

Film visti da settembre 2007 ad agosto 2008: 125 (pochi)

I migliori film di questa stagione (in ordine alfabetico, e comunque nessuno promosso col massimo dei voti):
12, di Nikita Mikalkhov
American gangster, di Ridley Scott
Il buio nell'anima, di Neil Jordan (grazie per il coraggio, e per il finale)
Cargo 200, di Aleksei Balabanov
Cloverfield, di Matt Reeves
Cous cous, di Abdel Kechiche
Into the wild, di Sean Penn
The kingdom, di Peter Berg
Leoni per agnelli, di Robert Redford
Lontano da lei, di Sarah Polley
Michael Clayton, di Tony Gilroy
Onora il padre e la madre, di Sidney Lumet
Il petroliere, di Paul Thomas Anderson
La promessa dell'assassino, di David Cronenberg
Ratatouille, di Brad Bird e Jan Pinkava
Lo scafandro e la farfalla, di Julian Schnabel
Tutta la vita davanti, di Paolo Virzì
La zona, di Rodrigo Plà

Le migliori "seconde visioni":
Anatomia di un omicidio, di Otto Preminger
Bobby, di Emilio Estevez
Il cacciatore, di Michael Cimino
Face/off, di John Woo
L'uomo che non c'era, di Joel (e Ethan) Coen
Fuga da Alcatraz, di Don Siegel
Il grande freddo, di Lawrence Kasdan
Gruppo di famiglia in un interno, di Luchino Visconti
The iron horse, di John Ford
Nato il 4 Luglio, di Oliver Stone
L'occhio che uccide, di Michael Powell
Quei bravi ragazzi, di Martin Scorsese
La stangata, di George Roy Hill
Una storia vera, di David Lynch

Premio speciale "Chi l'avrebbe mai visto":
Colpevole per mancanza di indizi, di Peter Hyams (grazie a Carlo Cavalli)

Premio speciale "Giuro che ti riguardo prima di dire cosa ne penso di te":
Un'altra giovinezza, di Francis Ford Coppola

Premio di incoraggiamento al più sottovalutato:
Mr. Brooks, di Bruce A. Evans

I peggiori di quest'annata:
24 misure, Andalucia, Año uña, Cochochi, Glory to the filmmaker, Medée miracle, Nessuna qualità agli eroi, Help me eros, Wu-yong (Useless), Enrico LXXV - Lucherini a Venezia, The assassination of Jesse James, Beyond the years, Exodus, The most distant course, visti alla Mostra del Cinema 2007 (che ha dunque sfornato ben 14 dei miei "peggiori". Bene.)
Diary of the dead, di George Romero (meno male che l'ho scaricato, così non ci ho perso soldi)
Il divo, di Paolo Sorrentino
Elizabeth - The Golden Age, di Shekhar Kapur
Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo e della minchia di bronzo, di Steven Spielberg
Nella valle di Elah, di Paul Haggis
The nines, di John August
Tideland, di Terry Gilliam

Premio al disonore "Ci sono cascati in tanti, ma io no":
La banda, di Eran Kolirin

Le peggiori "seconde visioni" di quest'anno:
Dogma, di Kevin Smith (che Dio sia una lei, e per di più figlia dei fiori proprio non mi va giù)
Sesso e potere, di Barry Levinson
Barton Fink, di Joel (e Ethan) Coen

Alea iacta est.

domenica 18 maggio 2008

I vincitori di Venice&Video 2008

Si è conclusa sabato 10 Maggio, presso lo Spazio Eventi della Libreria Mondadori San Marco a Venezia, la terza edizione del concorso per cortometraggi Venice&Video, organizzato da Cinit – Cineforum Italiano e da Shylock – Centro Universitario Teatrale di Venezia. La serata di premiazione, condotta da Marco Duse, ha visto presenti in sala gli autori dei dieci lavori sottoposti al giudizio della giuria composta da Patrizia Vachino, Patrizia Parnisari, Anna Toscano, Silvia Zanna e Giorgio Camuffo.
Il primo premio
, del valore di 500 euro, è stato assegnato al documentario Lei non sa chi sono io, di Barbara Iacampo e Federico Cattai, incentrato sulla vita e le problematiche dei richiedenti asilo ospitati presso il Centro BOA di Tessera. Al secondo posto, Miraggio di Marta Favero, che racconta la solitudine di chi non può vivere e visitare Venezia a causa delle barriere architettoniche. Seguono, dal terzo al quinto posto, Senza perdere la tenerezza di Francesca Balbo, Paesaggio interrotto + genoma del gruppo SounbBarrier, Pot-pourri di Giulio Boato.

Leggi tutti i dettagli sul blog di Venice&Video.

Nella foto, da sinistra a destra: Giulio Boato (regista di Pot-pourri), Federico Cattai e Barbara Iacampo (registi di Lei non sa chi sono io), Silvia Zanna (giurata), Marco Duse (presentatore), Marta Favero (regista di Miraggio), Neda Furlan (Cinit – Cineforum Italiano), Patrizia Vachino (Shylock – CUT).