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giovedì 9 luglio 2009

Shake your booty




G8: PER FIRST LADY A PRANZO BACCALA' E RAVIOLI LIQUIDI

Le mogli dei leader a l'Aquila per il G8 sono state oggi ospiti a colazione di Daniela Chiodi, moglie del presidente della regione Abruzzo Gianni Chiodi. Per loro il giovanissimo Nicko Romito ha preparato baccala' con pane croccante al rosmarino e granita di patate, formaggio primo sale con asparagi e spinaci, caramelle di fragole e pane, ravioli liquidi di piselli con pomodoro fresco e basilico e infine, come dessert, caldo-freddo al cioccolato e finocchio piu' caffe' e piccola pasticceria. Le pietanze sono state accompagnate da Ferrari Perle Rosé, Trebbiano d'Abruzzo 2003 Valentini, Montepulciano d'Abruzzo Masciarelli del 2003 e Ratafia' di Enzo Pasquale Presidium.


Visto il contesto sismico, ci voleva come minimo un caffè shakerato!

martedì 16 giugno 2009

Nessun dogma

Mastella: «Dissi no ai "Dico", mi chiamò il Papa, pensai a uno scherzo»
di Aldo Cazzullo (da corriere.it)

«Vaso di coccio tra vasi di ferro»: così si descrive Clemente Mastella. Stanco di essere additato come il simbolo di una politica deteriore, il neoeletto del Pdl ha scritto le sue memorie, Non sarò Clemente (in uscita da Rizzoli). Una galleria di ritratti, magi stralmente messi in fila dal coautore Marco Demarco. Da Moro a D’Alema, da De Mita a Berlusconi. Compreso Ratzinger, che regala a Mastella la soddisfazione più grande: «Mi schierai per il no ai Dico, le unioni tra omosessuali. Prodi arrivò a minacciare con seguenze sulla mia permanenza al gover no: "O firmi anche tu per i Dico, o te ne vai". Tenni duro. E un giorno mi arrivò una telefonata dal Vaticano. Mi passarono la se greteria del Santo Padre. Subodorai uno scherzo, e quando sentii quella voce dall’ac­cento teutonico pensai a Fiorello. Ma poi mi convinsi che era davvero il Papa. Voleva esprimermi il suo apprezzamento per la mia posizione».

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Nessun dogma
(musica di Giacomo Puccini; testo di Marco Duse, ispirato ad una battuta di Alessandro Bergonzoni)

Nessun dogma
Nessun dogma
Nessuna ingerenza
Nella mia patria laica
Delle alte sfere di santa in Vatican
Romana Chiesa.

Al gran Palazzo del Poter
Il corpo mio incatenerò
Ohibò un referendum varerò
Perché ritorni laicità.

E scioperando patirò la fame
E infin la sete.

Come Pannella mi berrò l’urina
E doman mattina la ripiscerò
Piscerò! Piscerò!

domenica 7 giugno 2009

La cosa Berlusconi

JOSÉ SARAMAGO
La cosa Berlusconi
El País, 06/06/2009

No veo qué otro nombre le podría dar. Una cosa peligrosamente parecida a un ser humano, una cosa que da fiestas, organiza orgías y manda en un país llamado Italia. Esta cosa, esta enfermedad, este virus amenaza con ser la causa de la muerte moral del país de Verdi si un vómito profundo no consigue arrancarlo de la conciencia de los italianos antes de que el veneno acabe corroyéndole las venas y destrozando el corazón de una de las más ricas culturas europeas. Los valores básicos de la convivencia humana son pisoteados todos los días por las patas viscosas de la cosa Berlusconi que, entre sus múltiples talentos, tiene una habilidad funambulesca para abusar de las palabras, pervirtiéndoles la intención y el sentido, como en el caso del Polo de la Libertad, que así se llama el partido con que asaltó el poder. Le llamé delincuente a esta cosa y no me arrepiento. Por razones de naturaleza semántica y social que otros podrán explicar mejor que yo, el término delincuente tiene en Italia una carga negativa mucho más fuerte que en cualquier otro idioma hablado en Europa. Para traducir de forma clara y contundente lo que pienso de la cosa Berlusconi utilizo el término en la acepción que la lengua de Dante le viene dando habitualmente, aunque sea más que dudoso que Dante lo haya usado alguna vez. Delincuencia, en mi portugués, significa, de acuerdo con los diccionarios y la práctica corriente de la comunicación, "acto de cometer delitos, desobedecer leyes o padrones morales". La definición asienta en la cosa Berlusconi sin una arruga, sin una tirantez, hasta el punto de parecerse más a una segunda piel que la ropa que se pone encima. Desde hace años la cosa Berlusconi viene cometiendo delitos de variable aunque siempre demostrada gravedad. Para colmo, no es que desobedezca leyes sino, peor todavía, las manda fabricar para salvaguarda de sus intereses públicos y privados, de político, empresario y acompañante de menores, y en cuanto a los patrones morales, ni merece la pena hablar, no hay quien no sepa en Italia y en el mundo que la cosa Berlusconi hace mucho tiempo que cayó en la más completa abyección. Este es el primer ministro italiano, esta es la cosa que el pueblo italiano dos veces ha elegido para que le sirva de modelo, este es el camino de la ruina al que, por arrastramiento, están siendo llevados los valores de libertad y dignidad que impregnaron la música de Verdi y la acción política de Garibaldi, esos que hicieron de la Italia del siglo XIX, durante la lucha por la unificación, una guía espiritual de Europa y de los europeos. Es esto lo que la cosa Berlusconi quiere lanzar al cubo de la basura de la Historia. ¿Lo acabarán permitiendo los italianos?


martedì 11 novembre 2008

Alitalici, avanti!

Lo sciopero dei dipendenti Alitalia deve continuare ad oltranza. Sciopero di tutte le categorie, totale, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Devono protestare, rivendicare, alzare la voce, bloccare aeroporti, cancellare voli, lasciare a terra l'Italia intiera, ingrato Paese. Alitalici, avanti! 

Così la gente imparerà, finalmente, a prendersi una carta di credito prepagata, connettersi ad internet, entrare nel meraviglioso mondo del mercato on line e volare con EasyJet, Ryan Air e simili, che sono affidabili, "leggere" e user-friendly.


lunedì 10 novembre 2008

Nemo profeta in patria

E' il terzo post consecutivo di natura "politica", giuro che poi smetto. Però, devo riconoscere (e mai avrei creduto di doverlo fare) innate capacità profetiche a Maurizio Gasparri. Il quale ha scatenato le solite ire del miopismo di sinistra dicendo (male) una (mezza) verità. All'indomani dell'elezione di Barack Obama, ha infatti dichiarato: "Con Obama alla Casa Bianca, forse Al Qaeda è più contenta". Seguono polemiche. Il problema è che Gasparri aveva ragione: Obama non fa nemmeno in tempo a concludere il giro di telefonate internazionali ai colleghi Capi di Stato, che Al Qaeda si palesa con un messaggio: "Ritiratevi e convertitevi", e poi le minacce dirette: "In preparazione un nuovo attacco, peggiore dell'11 Settembre". Gli fa eco il moderatissimo regime di Teheran: "Obama è peggio di Bush". 
Nemo profeta in patria. 

(originariamente pubblicato il 9 Novembre 2008; ripostato dopo accidentale cancellazione)

Hocus Potus

L'elezione di Barack Obama a POTUS (President of the United States) comincia a mietere le prime vittime nel nostro Paese che, già di per sé avvezzo ad inusitate manifestazioni di buonismo, non perde occasione di scagliarsi contro chiunque si permetta di accennare al colore della pelle del neo-presidente. Come scrive Filippo Facci sul Giornale (vedi qui), è questo il vero razzismo: non lo scherzare sul "colorito" di Obama, ma prendere le sue difese (senza che lui lo chieda) con indulgenza pelosa, doppiamente meschina, cosa che l'intellighenzia catto-sinistroide possiede ahinoi nel proprio DNA. Dicevamo dunque delle prime vittime accertate: la più famosa è il presidente Berlusconi, che ha definito Obama "abbronzato". D'accordo, data la carica istituzionale che ricopre non doveva dirlo, tantomeno in un'occasione ufficiale a media spiegati, ma avanti: chi di noi non ha mai definito un nero "abbronzato", "cioccolatino" o "scuro in volto" (questo l'hanno scritto alcuni dei giornalisti che ora attaccano Berlusconi, ma la loro non era una gaffe piaciona, ma dettata dall'ignoranza del ridicolo involontario)? La seconda vittima in ordine di tempo è Giorgio Forattini, illustratore sopravvalutato e ultimamente poco graffiante, che però ha pubblicato su La Nazione una vignetta, che vi riporto di seguito, piuttosto azzeccata, che ha scatenato le ire del Gruppo che pubblica il giornale. Il Gruppo ha rilasciato una dichiarazione (delirante, e contenente almeno un grosso errore di concetto, che lascio a voi individuare), che vi incollo sotto la vignetta (ripresa da ilCorriere.it). 

Il coordinamento dei comitati di redazione della Poligrafici editoriale (Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno) ha espresso in una nota «fermo e totale dissenso nei confronti della vignetta pubblicata dai giornali del Gruppo a firma Giorgio Forattini e dedicata alla elezione di Barack Obama». «La satira è un'espressione di democrazia e di libertà quando non infrange i principi di civiltà e il rispetto dei diritti - ha ricordato il Coordinamento -. Ciò, in questa occasione, purtroppo non è stato, travalicando quei limiti che ogni giornale, quale sia la sua posizione politica, dovrebbe rispettare».

(originariamente pubblicato il 7 Novembre 2008; ripostato dopo accidentale cancellazione)

Un pasito adelante, un pasito atrás

Il passo in avanti...


...e il passo indietro



Remember, remember, the Fourth of November...

(originariamente pubblicato il 6 Novembre 2008; ripostato dopo accidentale cancellazione)